Home » Interviste 3 marzo 2009

ZPM – Agenda Nazionalpopolare

Gli ZPMCi sono cose che solo la poesia può esprimere. Vi sono sensazioni, sentimenti, ‘immagini dell’anima’ che solo la musica può evocare. Ogni forma di espressione, dal linguaggio quotidiano all’arte, risponde semplicemente ad una primordiale ed elementare esigenza dell’uomo: comunicare. Nella seconda metà degli anni ’70, molti di noi, appartenenti al variegato universo della destra politica, avvertirono l’esigenza di dare alla nostra battaglia, ai nostri sogni, ai nostri Valori una "forma" che potesse meglio rappresentarli, divulgarli, diffonderli, testimoniarli ed urlarli in un mondo che era, ed ancora oggi rimane (anche se in forma più edulcorata) la rappresentazione quotidiana della loro negazione. Il manifesto, il volantino, l’opuscolo non era più sufficiente. Come si può ciclostilare un sogno? Affiggere una speranza? Redigere l’organigramma di una "rivolta ideale"? Tutto questo, a pensarci bene, si può solo Cantare. Nel 1977 forse avvertimmo tutto questo senza rendercene conto. Nel 1977 avevamo vent’anni quando nella sede del Msi di Verona, seduti su alcuni pacchi di manifesti, cominciammo a scrivere canzoni, canzoni semplici che semplicemente parlassero di noi. In quegli anni eravamo veramente una voce contro vento. Ed " Una voce contro vento " lo scegliemmo come titolo della nostra prima raccolta registrata e duplicata con l’impianto stereo di un amico.

Ci voleva un nome per il gruppo. Eravamo in tre: Zeno Borsaro, il sottoscritto e Mario Luppi e dalle iniziali dei nostri nomi nacquero gli ZPM. Poi vennero i c oncerti in giro per l’Italia e la musica divenne un aspetto importante della nostra militanza. Attraverso di essa riuscivamo anche a dare un modesto (ma per quegli anni indispensabile) contributo all’attività del Fronte della Gioventù di Verona e di "Onda Europa’ la radio libera che avevamo creato sempre per quella grande voglia di fare, di "comunicare". Poi il gruppo si allargò a Paolo Favero e Stefano Musolino. Nacque così nel 1978 "Gioventù e Libertà" la nostra seconda raccolta e poi ancora con Vittorio Benatti al La cassetta Gioventù e libertà.tre canzoni, altri concerti. Dopo qualche anno il gruppo si sciolse per poi riprendere l’attività nel 1988 per iniziativa di altri due giovani militanti dei Fronte della Gioventù di Verona, Andrea Borin e Michele Michelazzo, con i quali Mario ed io fummo felici di collaborare per la realizzazione di Europea la terza ed ultima raccolta delle canzoni degli ZPM. Attraverso tutti questi anni, attraverso le nostre canzoni (trentadue incise, alcune cantate e mai registrate, molte rimaste chiuse in un cassetto dal quale a volte, ancora oggi, tentano ostinatamente di uscire cercando di forzare la robusta serratura) abbiamo semplicemente cercato di raccontarci, di raccontare un mondo che va ben oltre gli angusti schemi di "partito", che va ben oltre i confini stessi dell’impegno politico. Abbiamo, così facendo, forse contribuito in questi anni, con tutti gli altri numerosi gruppi e protagonisti della cosiddetta musica alternativa, a dar vita ad un fenomeno culturale per molti aspetti assolutamente unico per la vastità della sua diffusione e la qualità di alcune produzioni nonostante la pressoché totale esclusione di tutto questo ‘mondo sommerso" dai canali ufficiali della grande comunicazione sempre più impegnata a riempire col nulla il grande vuoto di questo fine millennio.

testo di PAOLO SCARAVELLI
tratto dall’Agenda Nazionalpopolare 1998 © Carlo Marconi Editore

 

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