Una giornata da Amico del Vento

L’appuntameno era al Lido di Milano alle quattro del pomeriggio per il soundcheck.
In questi casi ci sono due possibilità: o si tratta di una di quelle rare volte in cui trovi tutto pronto, ti accolgono con calore e ti trattano con tutte le attenzioni possibili, oppure… esatto!. Infatti le nostre chitarre, alle 16 del 2 maggio 2010, riposavano meste al centro del piazzale antistante l’entrata della gloriosa piscina milanese, entrata che sarebbe diventata anche sfondo del nostro palco improvvisato. Un’esperienza, questa, che ho già vissuto decine di volte, sia come solista che come chitarrista di Skoll: non pensavo, però, che si sarebbe verificato come chitarrista dei gloriosi “Amici del Vento”, al loro primo concerto dopo sette anni. Credo che gli organizzatori fossero troppo impegnati a seguire lo svolgimento, sotto un cielo plumbeo e un vento non molto amico, delle gloriose ed epiche battaglie dell’ormai mitico torneo di calcetto. Torneo che si è svolto nella completa tranquillità: i ragazzi dei centri sociali, infatti, sono stati tenuti a debita distanza da un nutritissimo schieramento di forze dell’ordine. Dopo qualche raro contatto con gli organizzatori e più di un’ora d’attesa decidiamo di andare a casa del sempre ospitale Marco, che già aveva saggiamente programmato un pre-concerto a base di salame e vino bianco. Come già capitato durante le prove, fatte sempre a casa sua, l’atmosfera si è fatta subito conviviale: è stata la parte più piacevole di questa piccola avventura. Oltretutto Marco è anche un cuoco di tutto rispetto e, corroborati a dovere, abbiamo suonato e provato con molto piacere, deviando spesso in improvvistate citazioni di canzoni anni ’60 e ‘70. Ogni volta la formazione del gruppo cambia, ruotando attorno a Marco che ne è il depositario musicale. Questa volta siamo quattro chitarristi acustici ed io sono contento: era infatti da un po’ che volevo suonare con lui come una volta, con chitarre e basta, “all’arrembaggio”.
Giustiziati doverosamente vino e salame, siamo tornati sul luogo del concerto verso le sette. Finalmente era arrivato l’impianto, buono per le nostre esigenze, e siamo riusciti a sistemare tutto.
Dopo le premiazioni del torneo di calcetto, è cominciata l’attesa per il concerto. E’ stato bello per me fare incontrare Marco e Skoll, cosa che non era mai accaduta in precedenza: in fondo io sono una specie di traghettatore musicale tra la vecchia (non troppo, però) generazione e la nuova (non troppo, però), ben rappresentata da loro due. Hanno parlato… di musica, pensate?. Di politica, credete?. Ma di Kendo, naturalmente!. Marco ha praticato questo sport in passato diventando anche campione Italiano e Skoll invece è, oggi, un praticante appassionato (mentre scrivo è ad un torneo in Grecia). Sono passate le nove: mentre il cielo scuro e gravido di pioggia ed il vento ci riempie gli occhi di polvere, nel piazzale umido e piuttosto freddino cominciamo a suonare. E’stato un buon concerto, il pubblico era contento e mi hanno detto che si sentiva bene tutto. Marco era vocalmente in palla e le chitarre hanno sferragliato a dovere, errori compresi. Mentre suonavo e guardavo i ragazzi seduti, un po’ lontani, ai piedi delle scale, vedevo molti di loro che cantavano col sorriso sulle labbra anche i brani un po’ meno conosciuti, segno che le cose buone resistono al tempo anche se potrebbero sembrare vecchie o fuori moda o, per usare una parola che odio, poco “trendy”. Del resto non è che noi fossimo un granchè “glamour”… Abbiamo finito di suonare un po’ intirizziti ma fortunati: mentre a Nord di Milano si è scatenato il finimondo, da noi la bufera è arrivata ben oltre la fine della serata. Una pizza veloce e poi i saluti (appunto per i compagni: non romani). Alla fine di giornate come questa tra attese, freddo e musica, mi rimane sempre appiccicata una sensazione mista di contentezza, soddisfazione per le cose fatte bene e fastidio per gli errori e gli inconvenienti, Più che “stanco ma felice”, citando “Sulla strada”, direi che mi sentivo felice ma stanco…
stanco morto.
Questo articolo è stato scritto da: Fabio Constantinescu
Musicista, arrangiatore e cantautore di Musica Alternativa da molti anni. Fabio ha collaborato con i più grandi artisti d’area, tra cui Amici del Vento, Compagnia dell’Anello e Skoll. Per Cantiribelli ha concesso la diffusione dell’album “Nel nome dei padri” e del mini-cd “Folgore”.












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