Supertifo intervista Iannone, leader degli Zetazeroalfa

E’ da svariati anni, ormai, che si nota in sempre più curve italiane uno strano stendardo: dalla curva della juve a quella dell’Inter, poi la curva del Verona, della Roma, della Lazio. Ma non solo, anche in serie inferiori: lo ritroviamo a Novara, Viterbo, Foggia, Bari, Arezzo, Pistoiese, Avellino, Salerno, Latina, Terracina… e pure all’estero, nelle Fiandre, negli “Ultras Sur” del Real Madrid, con l’Olympiaos in Grecia… unica differenza, i colori, che sono sempre quelli societari o della città.
A guardarlo bene sembra un sigillo antico, e andando a fondo si scorgono una Zeta, uno Zero, e una lettera greca, Alfa, incastrate tra loro. E’ il simbolo, appunto, degli Zetazeroalfa, band romana attiva da più di dieci anni, il cui leader, Gianluca Iannone , è conosciuto come personaggio di spicco del mondo non conforme e delle svariate attività che lo rappresenta: da CasaPound Italia, associazione di promozione sociale attiva e presente in tutta Italia, a RadioBandieraNera, webradio “non conforme” internazionale. Ma non finisce qui: gruppi escursionistici, progetti sociali, sub, lottatori, ecologismo, ma anche stadio, con i “Padroni di casa”, gruppo della curva Sud della Roma giallorossa.
Guardando su internet digitando “zetazeroalfa” si trova di tutto e di più, canzoni, video musicali, il tormentone “cinghiamattanza” (che tanto scalpore ha fatto negli ambienti radical-chic degli stessi buoni pantofolai a favore della tessera del tifoso…), ma anche una quantità incredibile di magliette, felpe, cappellini, foto di concerti in giro per il mondo, di cortei, manifestazioni, addirittura un concerto in un’occupazione scolastica… fino ad arrivare, per l’appunto, agli stadi, e non solo calcio, anche tra gli ultras del Bolzano Hockey.
Sembra di essersi incappati in qualcosa di molto grosso. Non è il classico stemma creato dal gruppo che vuole farsi riconoscere, o, meglio, probabilmente si, ma su larghissima scala.
Non potevamo far finta di nulla, chiunque si interessa di tifo organizzato non può non averci fatto caso, ed ecco quindi l’idea: proviamo ad intervistare Gianluca Iannone, leader e ideatore degli ZetaZeroAlfa, e scopriremo che, appunto, sotto questo logo, questo simbolo, c’è molto altro, c’è uno stile di vita.

D) Innanzitutto… cos’è ZetaZeroAlfa? Cosa significa?
R) Zetazeroalfa è un insieme di cose malvagie, non commestibili, fuori dalla grazia di Dio.
Zetazeroalfa indica la ciclicità degli eventi, i ritmi naturali e tante altre belle cose…
Tagliando corto potremmo tradurlo con un “nero bianco e rosso.”

D) Perchè troviamo in tantissime curve lo stendardo degli zza? Quale legame c’è con gli stadi o le tifoserie?
R) Perché Zetazeroalfa è si un gruppo musicale, ma è soprattutto un nodo, un klan, un’attitudine.
Quindi avendo fratelli e  supporter in ogni parte d’Italia è anche giusto donare loro la nostra “pezza” con i colori della città. E per noi tutti è molto bello quando c’è un concerto vedere il nostro simbolo con i vari “accenti” d’Italia.

D) Siete riusciti in qualcosa di quasi unico… tifoserie che poco si sopportano portano entrambe il vostro logo (vedi juve, roma, lazio, verona, inter e via dicendo), secondo voi, perchè?
R) Si lo sappiamo e di questo siamo fieri, perché abbiamo messo in evidenza le cose che uniscono rispetto a quelle che dividono e il risultato sorprendente e chiaro è sotto gli occhi di tutti.
Va poi considerata un’altra cosa, a mio avviso molto importante, ovvero che la nostra bandiera NON E’ IN VENDITA ma viene fatta rigorosamente a mano e donata personalmente al responsabile che si è distinto negli anni per lealtà, coraggio e correttezza…

D) “Entra a spinta”, una vostra canzone che parla della vita da stadio, è stata ripresa da moltissimi video di tifosi su youtube… come e perchè nasce questa canzone?
R) Entra a spinta è un invito a mettere la stessa passione e lo stesso slancio della domenica in curva, nella vita di tutti i giorni… sarebbe un mondo migliore se fossimo tutti ultras nella vita.

D) Cosa ne pensa Iannone della tessera del tifoso?
R) Penso che sia una cosa vergognosa e ingiusta. Come vergognosi e  ingiusti sono tantissimi aspetti della politica di tutti i giorni. Viviamo nell’era della completa bassezza degli istinti. Il profitto personale, la corruzione incancrenita, la menzogna come prassi politica.. L’abbandono del diritto, della terra, del lavoro. La sola legge vigente è quella del “forte con i deboli e deboli con i forti” cosa potevamo aspettarci?
Che lo stadio rimanesse fuori da tutto questo processo di controllo dell’individuo, di giustizia sommaria e di massificazione in nome della “sicurezza”? Certo che no.
Anche perché lo stadio, e la curva nel particolare, rappresenta l’unico centro di aggregazione sociale su vasta scala e potrebbe essere megafono di proteste o di prese di posizioni scomode quindi meglio mettergli subito un  bavaglio, meglio darci un taglio.
E anche se ormai è cosa ufficiale, anche se ormai è cosa divenuta tristemente realtà, plaudo simbolicamente tutte quelle tifoserie che continuano a scagliarsi contro questa ennesima legge liberticida…c’è qualcosa di estremamente romantico e di bello nel battersi ancora nonostante  la guerra sia persa.

D) Quali gruppi ammiri nelle curve d’Italia?
R) Da simpatizzante della Roma ovviamente dico la curva della  Roma e i Padroni di Casa.
Ciò nonostante ho forte simpatia per la tifoseria dell’Atalanta da quando, alla notizia dell’omicidio volontario di Gabriele Sandri, ha provato a sfondare il vetro per entrare ed interrompere la partita come era giusto che fosse. E mentre i cronisti gridavano allo scandalo non si rendevano conto di quanto bello e disperato fosse quel gesto che in fondo chiedeva il giusto silenzio e il dovuto rispetto per un giovane, seppur tifoso di una squadra da sempre avversaria, morto ammazzato a centinaia di chilometri.
I ragazzi del Catania li ammiro perchè sono l’unica tifoseria che ha deciso di non entrare più in curva dopo la tessera del tifoso. E’ una scelta discutibile forse,  ma coerente e di carattere. E poi ovviamente la mia stima va ai ragazzi di Viterbo del QDS, ai tifosi veronesi per la loro gogliardia e strafottenza. E a tutti i Fanatics Zetazeroalfa in Italia e in Europa.

D) Parliamo anche di musica… come definireste il vostro suono? Che futuro ha la musica di qualità fuori dal circuito delle grandi majors?
R) Il nostro suono definitelo voi. Noi sinceramente ancora non abbiamo capito che genere facciamo.
Visto che ci facciamo prendere dal momento e che giorno dopo giorno escono nuove sigle che per noi non hanno alcun senso.
Noi siamo ancora convinti di fare rock, ma mica è detto…
Forse facciamo altro. Qualsiasi cosa sia è sicuramente non conforme rispetto al consentito.
E questo ci piace. Perché ci piace fare come cazzo ci pare e perché non ci piace seguire le leggi di mercato.
Per quanto riguarda i circuiti che sopravvivono alle grandi major vanno supportati con l’acquisto militante dei cd se vogliamo ancora mantenere voci libere che nel coro dei “buoni” stonano.

D) Un messaggio ai lettori di “supertifo”?

R) Innanzitutto ringrazio supertifo per lo spazio che ci ha dato e per il coraggio dimostrato.
Ai lettori ripeto un concetto molto semplice “siate ultras nella vita, non solo alla partita”.

Ci si vede nella mischia,

Ragazzi.

 

A cura di Marco Racca. Si ringrazia www.supertifo.it

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