Home » Interviste 4 marzo 2009

Skoll – Intervista

Dei vari filoni della musica non conforme, quello dei cantautori ha sempre goduto di una certa fortuna. Dopo un certo oblio a favore di forme compositive più rockeggianti la forma-canzone sta tornando alla ribalta…

Due parole con Skoll, cantautore…
1. Partiamo dalla scelta del nome, Skoll…
Skoll è il nome di un personaggio della mitologia germanica: analogamente all’ Apocalisse per il Cristianesimo esiste, per la mitologia nordica, il Ragnarokr, un momento culminante in una sorta di giorno del Giudizio Universale in versione ancor più radicale. Skoll, lupo feroce, prende parte alla violenta cancellazione della vita sulla terra azzannando il pianeta e riempiendo l’universo di spruzzi di sangue… Al di là del significato e giudizio mitologico che possiamo attribuire a questo personaggio (apparentemente negativo ma, in realtà, non privo di interessanti sfumature positive), due anni fa io ritenni valido, durante la scelta di uno pseudonimo musicale, il nome del lupo Skoll, poichè mi apparve da subito carico di sonorità.

2.Proponi un genere che si potrebbe definire "cantautorile". Perchè questa scelta musicale
Certamente il genere al quale faccio maggiormente riferimento è costituito proprio dal filone della musica d’autore. Questo fatto è dovuto senza dubbio alla musica che mi ha circondato negli ultimi anni e che mi ha influenzato. Il riconoscersi in un genere, infatti, è un qualcosa di assolutamente naturale e che, credo, non vada forzato o ricercato con artificio. Nel mio caso è stato fondamentale, inizialmente, l’apporto datomi dall’ascolto di alcuni artisti di musica italiana come, ad esempio, Enrico Ruggeri, un autore che difficilmente trovo banale. Ultimamente sono molto attratto dalla musica europea continentale, quella che, per intenderci, spazia nel mondo del folk pur restando ancorata al presente musicale. Ad esempio, il brano che da il titolo al mio nuovo album, "Lune feroci", nasce proprio dal tentativo di coniugare strumenti e sonorità folk a composizioni musicali attuali: fisarmoniche insieme a chitarre distorte, violini e cornamuse a tempo di rock…

3. Il primo demo "Cosmo o microcosmo" aveva un sapore quasi anni ’80…
Bè, in un certo senso l’atmosfera anni 80 di cui giustamente parli, scaturiva per lo più dagli arrangiamenti piuttosto che dalle composizioni musicali. In un lavoro nel quale, a farla da padrone, sono le tastiere (come era effettivamente il caso di "Cosmo o microcosmo") risulta inevitabile il richiamo agli anni 80. Il nuovo album abbandona nettamente questa impostazione: priorità alle chitarre e a sonorità attualissime.

4. Il progetto "Evita"…
Nasce da un’idea bellissima delle associazioni Legio Caritas e Uomo Libero: in un momento drammatico per il popolo argentino mi venne chiesto di scrivere delle canzoni "a tema" che sarebbero andate a finire in una produzione musicale avente lo scopo di raccogliere fondi per l’Argentina. Aderii con entusiasmo scrivendo tre brani. Il mio contributo partiva dal presupposto che un mio cd dedicato all’Argentina avrebbe sortito, nell’ottica dell’attività di aiuto umanitario, ben due risultati contemporaneamente: inanzitutto avrebbe permesso di raccogliere fondi per un popolo in ginocchio (fa impressione pensare, ad esempio, che a Buenos Aires le rapine a mano armata non abbiano lo scopo di raccogliere banconote, bensì generi alimentari di prima necessità!) e poi, mi avrebbe dato l’occasione di sensibilizzare alcuni italiani facendoli riflettere sull’entità e sulle varie cause di questa crisi (parlando ad un pubblico, anche vasto e politicamente eterogeneo – come mi è capitato la scorsa estate ad esempio – della politica ambigua del FMI, piuttosto che dell’assurda equiparazione del valore del peso a quello del dollaro). Il cd "Evita" mi ha permesso di aiutare qualcuno nel concreto ed al tempo stesso mi ha portato, musicalmente parlando, molta fortuna: ho suonato nella prestigiosissima cornice del teatro Dal Verme di Milano; ho collezionato numerosi passaggi radiofonici col mio brano "Evita"; ho fatto un concerto col noto cantautore di musica commerciale Gatto Panceri; sono stato intervistato da una televisione del circuito "Odeon tv"; ha parlato, di questo mio cd, il quotidiano "Il Giornale"…

5. Musicalmente Evita segna una svolta…
Ho proposto due canzoni arrangiate, per scelta, molto semplicemente. Il brano "Evita", ad esempio, lo ho composto unicamente per pianoforte e, di conseguenza, qualsiasi altro "vestito" musicale mi sembrava poco adatto.

6. Qualche anticipazione sul CD venturo… si parla di una svolta verso il rock
Il nuovo album nasce dall’incontro tra le mie nuove composizioni musicali e la grandissima tecnica e professionalità di Fabio Costantinescu. I brani presenti sono dodici e, come dici tu, prevalentemente rock. Musicalmente sono caratterizzati, come dicevo poco fa, dalla presenza vigorosa delle chitarre: per far capire immediatamente il grandissimo lavoro musicale di cui si è fatto carico Fabio nell’arrangiare e suonare in chiave rock il disco, basta anticipare che in alcune canzoni prendono parte qualcosa come 5 o 6 chitarre in contemporanea! In alcuni casi prevalgono sonorità piuttosto dure (come in "Comandante Massud!" , brano carratterizzato dalla presenza, tra l’altro, di un basso percussivo) in altri più morbide (come in "La consolazione" brano nel quale le chitarre elettroacustiche richiamano sonorità dei "Dire straits"). Per finire, una nota sulla registrazione dell’album: dopo circa sei mesi impiegati per scrivere gli arrangiamenti, ci sembrava assurdo non curare adeguatamente la delicata fase di registrazione e mixaggio. A discapito del risparmio ma a favore della qualità, l’album è stato registrato da un tecnico del suono con importanti lavori alle spalle (tra cui produzioni dei Matia Bazar, di Mango e di Ruggeri).

7. Che ti suggeriscono i nomi di Davide Van De Sfroos e Daniel Landa?
Sono due artisti che apprezzo moltissimo. Van de Sfroos è un caso un pò anomalo di cantautore italiano (a differenza di quel che faccia pensare il suo nome, Davide è di Como ed il suo pseudonimo in dialetto comasco significa: "andare di frodo"): unendo generi musicali diversi tra loro (prevalentemente folk e rock leggero) ed affiancandogli dei testi in dialetto comasco narranti le storie semplici della sua gente, è riuscito a vendere decine di migliaia di copie dei suoi ultimi lavori. Daniel Landa, eclettico artista di Praga, in un certo senso potrebbe essere considerato la versione radicalizzata ed europea di Van de Sfroos. In realtà Landa, a differenza di Davide V.d.S., oltre che affrontare decisamente più spesso lo Ska ed il rock-folk, esprime una chiarissima appartenenza politica: Landa rappresenta un rarissimo caso europeo (forse l’unico) di autore di grandissimo successo in Patria, nonchè prodotto da una nota casa discografica mondiale (la EMI), dichiaratamente di destra. Dopo un primo album intitolato Oi! (album realizzato nel periodo in cui faceva parte del gruppo "Orlik" , dal cui titolo è presto svelata la matrice musical-politica di Landa), il cantautore ceko non si è più fermato, superando nelle classifiche di vendita ceche e slovacche, "big" della musica internazionale. I dischi di Landa "ovviamente" non vengono esportati (cause politiche, più che probabilmente) ma in Repubblica Ceka ed in Slovacchia sono acquistabili in ogni negozio di musica!

8. Massimo Morsello.
Ho cominciato a conoscere Massimo attraverso la sua musica. Sembrerà strano, ma io, allora, la musica la ascoltavo e basta. Il primo approccio (musicale quindi), sortì l’effetto di un fiume in piena: dopo anni passati ad ascoltare produzioni alternative poco curate nei particolari, scoprivo un artista che reggeva, spesso vincendolo, il confronto con esponenti della musica commerciale. Fu un innamoramento musicale immediato e totale. Musicalmente va ricordato come avanguardia e rottura degli schemi. Ovviamente il ricordo personale che ho di Massimo gode, poi, di un privilegio: l’averlo conosciuto brevemente ma intensamente… Il mio nuovo album, a proposito, si chiude con una canzone scritta pensando a lui ed intitolata "Marzo".

9. Il tema dell’Istria e della Dalmazia sembra ti stia particolarmente a cuore…
E’ così effettivamente. Negli ultimi anni ho avuto modo di conoscere abbastanza a fondo la questione istriana, documentandomi storicamente, contattando numerosi esuli e scrivendo pure un sintetico libro sull’argomento. Nel nuovo album è presente un brano intitolato "Nostro esodo": si tratta di una canzone concettualmente particolare, poichè in essa racconto in prima persona l’angoscia di un esule costretto a fuggire dalla propria terra e dai propri affetti a causa della violenza e della prepotenza di "straccioni armati" che avevano il coraggio di definirsi soldati! E’ inammissibile che una nazione dimentichi le sofferenze patite ingiustamente dai suoi figli, e per questo motivo credo sia necessario far conoscere ai ragazzi italiani, ai nostri ragazzi quindi, tutti gli aspetti di questo olocausto italiano: perchè, a differenza di altri olocausti, di questo le nuove generazioni non sanno ancora nulla (per fortuna qualche segnale positivo inizia lentamente ad emergere)…

10. Skoll sta facendo un notevole lavoro di autopromozione: progetto evita, festival di etichette indipendenti etc.
E’ lo sforzo maggiore che compio musicalmente. Sintetizzandolo in poche parole, esso rappresenta la volontà di portare la nostra musica fuori dal "ghetto". Morsello ci ha mostrato la via da seguire, credo tocchi a noi cercare di percorrerla e renderla praticabile anche ad altri. L’esempio europeo di Daniel Landa, inoltre, mi fa riflettere intensamente: è possibile, ne sono convinto, farsi ascoltare da tutti restando sè stessi, continuando a trattare temi scomodi e scottanti. A sinistra la cosa è, da anni, una prassi, ma i tempi cambiano e, obbiettivamente, oggi stanno cambiando in meglio. Quest’estate ho cantato le mie canzoni – contro la droga, contro l’aborto, in ricordo degli esuli istriani, fiumani e dalmati – sullo stesso palco dal quale si diffondevano le note dei brani d’amore di Gatto Panceri e davanti ad oltre 5.000 persone: nessuno, dico nessuno, ha fischiato mentre, presentando i miei brani, mi scagliavo contro la droga e contro l’aborto! Ho ricevuto solo applausi, e, nel parlare della crisi argentina, altri applausi. Non facciamoci mettere all’angolo, è ora di pretendere il nostro spazio vitale. Con "Lune feroci" aumenterò, ove possibile, gli sforzi tesi al raggiungimento di questo scopo. Cercherò la "breccia" nelle mura degli ostili e degli indifferenti.

Si ringrazia www.perimetro.com .

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