Rupe Tarpea Produzioni – Intervista
Quando e come nasce l’idea di creare un’etichetta discografica per dare supporto alla produzione musicale d’area?
Fondamentalmente per due motivi: da un lato dal desiderio di dare una continuità ad una serie di esperienze che rischiavano di rimanere isolate e puntiformi. "L’unione fa la forza" e l’unione di diverse realtà musicali, inizialmente soprattutto romane, ha permesso di formare un punto di riferimento superiore in forza alla semplice somma numerica dei singoli componenti. Il secondo motivo è che nel nostro mondo non c’è mai stato un vero interesse verso la musica prima degli anni 90 per cui era inevitabile che nascessero forme auto-organizzate rispetto a queste tematiche, che portassero avanti conseguentemente tutto ciò che rende vivo un humus musicale: la realizzazione di produzioni, la distribuzione, l’informazione e la promozione. Superato il muro dell’indifferenza la musica è diventato per l’area un momento "trasversale" rispetto alle varie appartenenze, una scelta culturale di indipendenza.
Possiamo dire che esiste un filo conduttore tra il progetto della DART e la RTP?
Dart era un vecchio progetto della fine degli anni ’80 (esattamente 87-89) nato nell’ambito del FdG romano in cui alcuni di noi hanno mosso i primi passi. Gli Intolleranza provenivano da DART. Direi che molte di quelle esperienze sono state fondamentali nel prosieguo sia in senso positivo che negativo. Per esempio DART era molto amatoriale, anche troppo, e questa fase è stata in qualche modo superata… RTP si inserisce poi nel progetto Perimetro ( ) che ha comunque degli orizzonti più vasti rispetto alla musica, interessandosi ad arte grafica e comunicazione in generale… direi che queste esperienze hanno certamente un rapporto tra di loro e andrebbero lette come delle fasi… DART è il nostro passato ormai remoto, o meglio una parte del nostro passato.
Dalla prima MC agli ultimi prodotti avete all’attivo più di 30 pezzi.Cosa è cambiato in 8 anni di attività?
34 per l’esattezza. Di fatto sono cambiate molte cose: oggi controlliamo piuttosto bene i processi che sono dietro una produzione musicale… il pubblico è più maturo ed esigente, le produzioni sono più varie, di buona qualità sia nella veste grafica che nel suono, c’è molta più informazione (anche grazie al nostro bollettino nonConforme, va detto) c’è certamente una maggiore attenzione rispetto ai suoni nuovi… La musica italiana d’area inizia inoltre ad essere conosciuta ed apprezzata all’estero.Direi che in generale il nostro "underground" è oggi piuttosto ricco e vitale con qualcosa come circa 40 formazioni musicali che affrontano svariati generi. Siamo quasi vicini a quella tanto auspicata maturità con cui potremo tranquillamente confrontarci con la scena musicale più vasta, "quella ufficiale". Non nascondiamoci che c’è ancora moltissimo da fare, ma già da qualche tempo vediamo un aprirsi verso l’esterno che va dal vedere recensite le nostre produzioni "non-conformi" sulle riviste "ufficiali" di musica, alla sempre più cospicua partecipazione ad iniziative pubbliche…
Vi ritenete soddisfatti dell’attuale livello per quel che riguarda la distribuzione/diffusione?
Parzialmente si… Diciamo che "l’area" assorbe bene un certo quantitativo di pezzi, ma la distribuzione non è affatto capillare come dovrebbe. Stiamo difatti ben al di sotto dei numeri che sarebbe possibile raggiungere. In passato avevamo forse una maggiore capillarità dovuta al sistema dei cosiddetti "conti vendita". Purtroppo questo sistema si è rivelato molto deludente, soprattutto a causa della mancanza di serietà di molti, troppi, che per inciso ha portato anche a perdite economiche non indifferenti. Comunque, soprattutto al nord la diffusione interna è in netto miglioramento. Ciò che intendiamo curare per il futuro è la distribuzione "vasta" quella al di fuori dell’area, sia quella tradizionale dei negozi di dischi sia quella via internet. Se anzi qualcuno ci vuole indicare qualche negozio di dischi "amico" ce lo comunichi a info@perimetro.com (indirizzo presso il quale potete anche richiedere il bollettino telematico, cataloghi, informazioni etc).
Il sud risulta spesso tagliato fuori sia per quel che riguarda l’organizzazione di concerti che per la diffusione del materiale.Da cosa dipende secondo voi?
Domanda scabrosa ma importante…Temo che l’isolamento del sud sia una realtà oggettiva, che si configura sia in una mancanza di interesse nei fenomeni musicali d’area, sia in una maggiore difficoltà di accesso ai materiali e alle informazioni. Internet sta parzialmente cambiando qualcosa. Qualcuno potrebbe dire che al sud 30.000 lire per un Cd sono troppe, ma in realtà noi che abbiamo mantenuto il formato della musicassetta a 15.000 soprattutto per venire incontro a queste problematiche economiche, potremmo dire dati gli scarsi risultati ottenuti al riguardo che il problema è proprio un fatto numerico. All’interno dell’area ci sono al sud molte meno persone interessate alla musica che al centro e al nord, tutto qua. Lo stesso se non peggio, si può dire dei concerti. Pochi i volenterosi che si sobbarcano l’incombenza, pochi i mezzi, poco il pubblico. Auspichiamo che questo fattore culturale cambi ma per ora l’impressione non è delle migliori…
Lavori in corso?
Parecchi… è appena uscito il CD degli AURORA di Roma, sono in preparazione lavori di HOBBIT(appena uscito N.d.R.) e ZETAZEROALFA, nonché demo di ARMOREA e DELENDA CARTHAGO. Abbiamo in cantiere svariate compilazioni… in particolare desideriamo ricordare Massimo Morsello la cui opera e figura tanto ci hanno dato e cercheremo di fare qualcosa degno del suo nome per il prossimo marzo…
Si ringrazia
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