Home » Interviste 3 marzo 2009

RATATATA’ – Intervista

Rata ta ta tà è l’etichetta spagnola per eccellenza, che negli anni ha fatto un lavoro eccezionale non solo per propagandare il suono Spagnolo all’estero, ma che si è anche prodigata nello sforzo di creare una rivista come Respuesta Sonora e nel portare i propri CD "connotati" nei normali negozi di dischi… un paio di battute con il responsabile Eduardo.

 

Da quanti anni esiste la vostra etichetta? fateci un bilancio. Come la situazione in questo momento?

RTT esiste dal 1993. Non saprei dirti quanti dischi abbiamo realizzato ad oggi, ma certo posso affermare di come ormai esista un "mercato" consolidato e che le vendite negli ultimi 3 anni siano ormai divenute costanti. Lo stato di salute? Quello di un piccolo organismo perfettamente sano.

Dalle origini ad oggi qual’è il fattore che è cambiato di più: il pubblico, la musica, la qualità delle produzioni, l’attenzione dei media?

Il pubblico è sempre più o meno lo stesso, piuttosto eterogeneo e più attento ai contenuti che agli specifici stili musicali. Di fatto anche la musica non si è discostata più di tanto dalle origini, certamente migliorando per il nostro gruppo stella ESTIRPE IMPERIAL, e mantenendo le tipiche limitazioni nei casi dei gruppi esordienti. Sarà interessante vedere in futuro come questi gruppi che iniziano ora si svilupperanno ed evolveranno. Le produzioni senza essere spettacolari, raggiungono comunque quel minimo di qualità nella presentazione da poter essere considerate di un qualche valore, anche se in alcuni casi i gruppi ci portano lavori grafici magari non lavorati propriamente al computer, cosa che può produrre effetti un po’ deboli sulla presentazione.

I media. Come vi considerano i media? Abbiamo saputo di come nel 1999 ci fu grande attenzione sulla vostra label e sulla scena spagnola in generale.

I media? Credo ci debbano avere dimenticato. Oggi (8 ottobre 2001) tutta l’attenzione è rivolta all’attacco alle torri a  NY, all’Afghanistan e a tutto il contorno… ci ripescheranno un’altra volta, quando non ci sarà niente di meglio di cui parlare. Si, potremmo parlare del 1999 e di tutto il chiasso che ci alzarono contro, ma potrei parlare anche di attacchi continui ed indiscriminati, dell’isterismo progressista e di una diffusa e affaticante stupidità nei nostri confronti. A questo punto della nostra esistenza una cosa è però molto chiara: esistiamo solo per noi stessi, in completa autonomia da quanto i media ufficiali possano dire o non dire del nostro mondo. Non sono certo loro che possono legittimare la nostra esistenza. Sia ciò che essi rappresentano che ciò che noi rappresentiamo in realtà è sempre esistito fin dall’origine del mondo. In alcuni casi si vince ed in altri si perde. Oggi vincono loro.

Se la vostra etichetta dovesse prendere una determinata direzione musicale verso cosa vi dirigereste?

Non so se verrà mai il momento di dover scegliere una qualche direzione specifica, ma se questo dovesse essere necessario sceglieremo il criterio della massima efficacia."E’ la giusta direzione che decide" diceva Mao aggiungendo "se non abbiamo uomini a sufficienza, ne avremo, se non abbiamo armi le avremo, se non abbiamo il potere lo prenderemo". Tutto ciò riferito al campo della musica potrebbe significare al momento di dover optare per una data direzione, di scegliere quella che porta il maggior numero di clienti, o il maggior fatturato o quella che in definitiva, permetta di diffondere il messaggio nella maniera più vasta e più profonda.

Parlando di "direzioni" da qualche anno accanto alla tradizionale scena RAC/oi c’è stato in campo nazionalista il diffondersi della cosidetta "musica identitaria" o "rock identitario" specialmente in Francia ed in Italia. Con questa espressione si intende un tipo di musica (che in realtà potrebbe essere la più varia) che in prospettiva intende raggiunger il maggior numero di persone possibili, portando avanti il messaggio "nazionalista" il più in là possibile, eventualmente ben al di fuori dell’area di origine, il tutto senza necessariamente rinunciare a un messaggio forte e radicale, ma con una maggiore attenzione ai testi etc. etc. Si potrebbe forse dire che Division 250, Estirpe Imperial e Celtica rientrino bene in questa definizione. Cosa pensa RTT di questo fenomeno?

Qualunque fenomeno si produca finisce inevitabilmente con l’essere etichettato e battezzato arrivando a buon bisogno al dover dare una etichettatura anche a quegli strani fenomeni paranormali che finiscono così per trovarsi con sotto una bella epigrafe. L’uomo tende ad etichettare e pare che questo generi in lui una certa soddisfazione, in quanto mostra così il suo relativo potere sull’Universo. "Io ti battezzo", e così per principio il battezzante si trova al di sopra del battezzato. E’ questo innato desiderio di classificare così semplice e privo di secondi fini o è forse il primo gradino per disvelare qualche realtà sconosciuta? Rispondete voi. Musica identitaria? Come desiderate, ma in questo caso è chiaro come la cosa importante non sia il fatto dell’ "etichettatura" quanto il poter raggiungere il pubblico più vasto possibile. Se questa nuova categoria aiuta, vi aderiamo, se non aiuto tutto resta indifferente, se danneggia la rifiuteremo. Di fatto dovremmo capire in termini oggettivi se aiuta o meno  prima di esprimere una opinione.

Considerando il RAC classico invece pare che qualche tempo fa vi fosse un certo interesse verso il metal in Spagna, interesse che ora non pare più però così forte. RTT e il Metal in Spain.

Non abbiamo idea di chi potrebbe pensare che il metal sia la nuova tendenza in Spagna, dovremmo saperlo per capire se una tale opinione abbia un qualche valore. In ogni caso ecco dei numeri: negli anni 98-99-00 e 01 i dischi "metal" sono stati l’11,81% della produzione totale. Questa l’importanza effettiva, nè più nè meno.

Parliamo della situazione nella Spagna del 2001. Come è "lo stato del’arte" e quali eventualmente le future promesse .

La situazione attuale: stabile negli ultimi 3 anni. Per il 2001 abbiamo pronti dei lavori che dovrebbero vedere la luce al momento in cui uscirà questa intervista: Tormenta, una band di Barcelona, in alcune canzoni delle quali canta una cantante, fatto nuovo per la scena spagnola. Stiamo facendo anche una compilazione di canzoni dei Division 250 ed un lavoro dei leggendari Konkwista 88. Abbiamo anche altri lavori in cantiere ma è prematuro parlarne e non vogliamo fare promesse al riguardo, mi dispiace… In quanto ai gruppi il migliore è certo Estirpe Imperial a grande distanza dagli altri.

Cosa è il "El Guevo de La Selpiente"?

Cosa è il "Guevo de la Selpiente"? E’ uno scherzo, è la versione vernacolare della famosa frase coniata qualche decade fa da un famoso drammaturgo tedesco di convinzioni progressiste (in effetti era un militante comunista ma "progressista" suona più corretto di questi tempi) di nome  Bertold Brecht; giudicate voi se questo elemento che vinse il Premio Stalin nel 1954 sia stato un militante o meno. Ebbene questo "progressista" ha dedicato la sua vita a lottare contro il fascismo e coniò questa frase che divenne subito famosa presso intellettuali, politici, giornalisti et similia del "polo del progresso": "El huevo de la serpiente" – "L’uovo del serpente" intendendo con questo che dove meno uno se lo aspetta là cova il male assoluto (il fascismo) e che la società deve sempre stare estremamente attenta a questo oscuro pericolo. Con questa espressione maccheronica abbiamo voluto dare un sincero tributo a Bertold Brecht, alla sua militanza, al suo lavoro ed ai suoi eredi spirituali.

La scena europea è complessa. Quali secondo voi i capisaldi, quali i gruppi migliori e le scene nazionali di maggior interesse? pare che abbiate un forte interesse verso le produzioni estere sia nei termini della produzione che della distribuzione. Cosa è per voi l’Europa?

Chiunque si adoperi a fare le cose fatte bene, portando avanti il messaggio con coerenza e senza contraddizioni di forma merita la nostra simpatia. Non credo ci sia una qualche particolare scena nazionale più interessante delle altre. Per vicinanza linguistica e storica, per essere una penisola e per essere l’origine della nostra civiltà, i nostri occhi continuano a guardare quello che è un sicuro punto di riferimento: Roma, questo unitamente alla tradizionale presenza di forze politiche in grado di ispirare e formare, ci fanno guardare  con straordinaria simpatia ad un grande numero di lavori della vostra scena, quella italiana. Cosa è per noi l’Europa? Cercheremo di rispondere al di la dell’ovvia risposta romantico-sentimentale, spostandoci invece su un terreno propriamente politico-militare. Oggi Europa è solo una parola. Un continente che è stato trasformato in una piattaforma da sbarco per gli Anglo-Americani più di mezzo secolo fa che con la scusa di combattere il fascismo sono poi rimasti fino a poco tempo fa con la scusa di dover controllare l’Unione Sovietica, un continente che ora vive felicemente la sua "pax americana" senza curarsi poi tanto di essere stato cacciato dalla Storia (e intendo "Storia" con la maiuscola). L’Europa va definita al negativo: non c’è Europa.

Il pubblico. Che tipo di pubblico desiderereste ulteriormente raggiungere. Distribuite molti Cd fuori dalla Spagna, è vero?

Il pubblico è il più vario, più o meno di base si tratta del tipo di persona che simpatizza con la locale sezione di qualche formazione "di ultra-destra": interclassista, giovane o molto giovane, persone normali o marginali, più uomini che donne, buoni e cattivi. Cosa potrei aggiungere che già non sappiate? In quanto a "nuovo pubblico" in realtà non abbiamo idea di chi ancora vorremmo raggiungere per cui preferiamo non dire nulla. Buone persone. Va bene come risposta? Si distribuiamo molto fuori dalla Spagna, lo scambio con le altre nazione è importante per aumentare il peso del nostro limitato mercato nazionale.

Una etichetta produce dischi ma promuove anche le band e la musica. Quali sono le vostre forme di produzione? Che ci dite di  Respuesta Sonora?

Respuesta Sonora, della quale furono prodotti 2 numeri è stata ad oggi per noi la più importante forma di promozione e grazie alle pagine di questa rivista siamo stati in grado di consolidare l’attuale mercato. Di fatto essendoci stati preclusi i normali canali di promozione abbiamo dovuto costruirci i nostri: soprattutto la pagina web e le liste-clienti. Come quantitativi siamo certo molto lontani da quelli dei nostri equivalenti di sinistra, ma in quanto a copie stampate siamo in alcuni casi prossimi al 15-20% di alcuni titoli dell’estrema sinistra. Ora, considerando che questi personaggi distribuiscono nel circuito commerciale, hanno un loro network musicale incomparabilmente maggiore del nostro, che non hanno limitazioni per la pubblicità sulle riviste di grande diffusione, che organizzano continuamente concerti ed eventi, che possono accedere a bei locali quando organizzano i concerti, che possono vendere a basso costo i loro CD, se considerate tutto questo, non potrete non essere d’accordo con noi che il vendere un sesto di quello che vendono questi è comunque un successo.

La distribuzione. RTT ha provato a portare i propri CD nei normali negozi di dischi. Come  è andata? Vedete altre possibilità di distribuzione oltre la "distribuzione militante"?

Abbiamo provato per lungo tempo a portare i nostri dischi nei negozi, è vero. Il risultato: un fallimento, dobbiamo essere sinceri. Le ragioni? Differenti e molteplici. La principale è che non conoscevamo il know-how del mercato musicale, e se lo avessimo saputo avremmo provato diversamente o non avremmo provato affatto. Per il momento non vediamo altra via per la distribuzione di quella che voi chiamate "distribuzione militante".

 Avete un website: www.bicefala.com . Le gioie ed i dolori di internet…

L’aspetto più positivo di internet è che migliora la possibilità della distribuzione diretta e costa poco. Certamente non bisogna pensare sia l’affare del secolo, ma migliora il tradizionale lavoro di distribuzione e permette di allargare il mercato. Sul lato negativo occorre tenere presente la possibilità quotidiana di vedersi hackerare da qualche paladino dell’antifascismo. Ma così è la vita. Romanamente.

Si ringrazia

www.azionegiovanisardegna.it

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