Home » Ultime notizie 11 marzo 2010

Morsello e la beffa al Manifesto – parte 2 di 3

CORRIERE DELLA SERA 28/02/98

LATITANTE DI DESTRA BEFFA “IL MANIFESTO” CON UN’INSERZIONE

Una pagina di pubblicità sul cd di Morsello, fondatore dei Nar. Oggi le scuse del giornale ai lettori

ROMA – Beffa ai danni del Manifesto, organizzata da un neo-fascista condannato per banda armata e tuttora latitante. Massimo Morsello, uno dei fondatori dei Nuclei armati rivoluzionari (Nar), ieri è riuscito a farsi pubblicare dal quotidiano comunista una pubblicità a pagamento del suo ultimo Cd. Mezza pagina con una serie di citazioni, tratte dai testi di canzoni ispirate agli ideali della destra più estrema. I giornalisti del Manifesto hanno scoperto la burla quando in redazione sono arrivate le telefonate di protesta. Erano di lettori che avevano individuato l’autore del Cd “veramente rivoluzionario”. Ieri pomeriggio Morsello si è fatto vivo con una telefonata e ha spiegato il senso del suo gesto:”Dimostrare che nell’attuale deserto di ideologie può succedere che un giornale comunista ospiti una pubblicità con i testi del nuovo album” di uno con la sua storia.

“Non avevamo sospettato nulla – confessa il vicedirettore del Manifesto Riccardo Barenghi . L’inserzione è arrivata da una casa discografica di Londra. Siamo stati ingannati ma non si ripeterà più, è stato un brutto incidente di cui ci scuseremo con i lettori”. “Nulla è stato tenuto nascosto, abbiamo anche mandato i testi delle canzoni”, replica Morsello da Londra, dove si è rifugiato 18 anni fa e oggi è titolare di un’agenzia di viaggi insieme a Roberto Fiore, altro “esule” di estrema destra. E ancora: “Certo non è stata messa nessuna enfasi per spiegare la mia condizione di esule”. La beffa dell’ex terrorista, che ama presentarsi come “il De Gregori nero”, ha comunque anche uno scopo serio e dichiarato: il tentativo di far uscire le sue canzoni dal “ghetto”, neo-fascista. È per questo che Morsello ha preso contatto con l’agenzia che cura la pubblicità del quotidiano comunista. Pagato 2 milioni e 300 mila lire e acquistato mezza pagina per il suo nuovo album “veramente rivoluzionario”. L’inserzione è stata accettata perché nessuno all’agenzia di pubblicità sapeva chi fosse Morsello, né aveva sospettato alcunché leggendo i testi di canzoni in cui si critica l’Europa “solo di banche e di parole” creata con Maastricht e si grida all’amore per la Palestina.

Oggi il quotidiano diretto da Valentino Parlato chiederà scusa ai lettori dal “salotto buono”, la pagina dei commenti. I soldi dell’inserzione andranno a un’associazione di vittime del fascismo.

F.Sa.

IL GIORNALE 28/02/98

EX TERRORISTA NERO IN VETRINA SUL “MANIFESTO”

Il quotidiano ospita la pubblicità del cd di Morsello. Il direttore chiede scusa ai lettori.

di Tony Damascelli

Il terrorista ha sparato un mortaretto. Pagina 11 del Manifesto di ieri, pubblicità Il nuovo album “veramente rivoluzionario” seguono citazioni dal cd e musicassetta La direzione del vento nei negozi da marzo, firmato, ideato e prodotto da Massimo Morsello. Eccolo il (ex) terrorista, sta a Londra, latita e lavora, deve scontare condanna di anni otto per costituzione di banda armata (Nar), altri gesti e gesta poco eroiche.

Morsello si diletta di musica, da sempre, ha messo assieme idee, voglia e denari, ha tirato giù la manovella e la slot machine britannica e non soltanto ha sputato sterline e sterline, impieghi per giovani disoccupati, università di studi per gli italiani a Londra, varie ed eventuali. Morsello suona e canta per tutti, si presente come il De Gregori nero, la pelle non c’entra, semmai l’ideologia, unico settore della vita dove il colore ha la sua importanza e la sua appartenenza. La qual cosa provoca pruriti, emicranie per i cosiddetti tolleranti, progressisti illuminanti, illuminati.

Morsello ha avuto la pazza idea di spedire il suo mortaretto a quelli del Manifesto, una bella inserzione, previo pagamento di lire due milioni e trecentomila, quindi è venuto fuori il mezzo manifesto sul manifesto intero, una pernacchia, una provocazione: “Ho spedito l’annuncio pubblicitario convinto che il pensiero debole abbia perso ideologia e che il pensiero forte venga accettato anche a sinistra. Preferisco pensare che quello che suono e canto è rivolto al popolo e dunque a tutti senza alcun colore, appartenenza politica”.

Oggi Valentino Parlato, direttore del Manifesto scriverà l’editoriale chiedendo scusa ai lettori. Prevedo anche restituzione della somma di lire due milioni e trecentomila, i soldi puzzano, hanno un colore, forse lo avevano anche alcune banconote della recente sottoscrizione lanciata al Maurizio Costanzo Show tra un consiglio degli acquisti e l’altro. Meglio sorvolare, dopo l’incasso. Ma il denaro vile del vile latitante di destra no, giammai. I misfatti della strategia della tensione possono essere rivisti e corretti soltanto se vanno e vengono da una direzione. Come suggerisca un’altra pubblicità di un cd, apparse ieri a pagina 28 sul Manifesto stesso. Poi dice che uno si butta a sinistra. Lo diceva Totò, oggi lo riscriverà Parlato.

GIORNALE DI SICILIA 28/02/98

E UN TERRORISTA NERO BEFFA IL MANIFESTO

ROMA. Beffa ai danni del “Manifesto” da parte di un ex terrorista neofascista, latitante da 18 anni, che a Londra, dove si è rifugiato, vive facendo l’impresario musicale e il cantautore. Massimo Morsello, uno dei fondatori dei Nar insieme a Giusva Fioravanti, è riuscito a farsi pubblicare, sull’edizione di ieri, una pubblicità a pagamento del suo ultimo Cd, con una serie di citazioni, tratte dai testi delle canzoni, ispirate agli ideali della destra più estrema. La redazione del giornale comunista, all’oscuro di tutto, ha scoperto la burla quando alcuni lettori hanno fatto telefonate di protesta. “Come beffa, non c’è dubbio, è perfettamente riuscita”, fanno sapere dal vertice del “Manifesto”, che hanno chiesto subito spiegazioni alla loro agenzia pubblicitaria. L’inserzione è stata accettata perché nessuno all’agenzia sapeva chi fosse Morsello, né aveva sospettato alcunché. E così la direzione del giornale oggi pubblicherà una nota di scuse ai lettori. “È stato uno spiacevole incidente, che occorre riconoscere”, ha detto il vice direttore Riccardo Barenghi. “Ci dispiace, ma ci hanno fregato. Siamo stati ingannati. Se avessimo saputo – ha detto Barenghi all’Adnkronos – chi era Morsello  non avremmo certo pubblicato la sua inserzione”.

LIBERTA’ 28/02/98

BEFFATO IL “MANIFESTO”

Mezza pagina per il disco di un neofascista latitante

Beffa al manifesto di un neo-fascista latitante, Massimo Morsello, per “dimostrare che nell’attuale deserto di ideologie può succedere anche che un giornale comunista ospiti una pubblicità con i testi del nuovo album” di uno con la sua storia. Al quotidiano di Via Tomacelli ci sono caduti in pieno e mezza pagina del numero di ieri è dedicata alla promozione del “nuovo album veramente rivoluzionario” di Morsello, a Londra dal 1980 e successivamente condannato per associazione sovversiva e banda armata.

“non ne sapevamo nulla” ammette il vicedirettore Riccardo Barenghi – è stato un brutto incidente di cui ci scuseremo con i lettori,. La proposta ci è arrivata da una casa discografica di Londra e nessuno si è accorto di niente. Siamo stati ingannati ma non si ripeterà più”.

Morsello replica da Londra, dove è titolare di un’agenzia di viaggi insieme ad un altro esule di estrema destra, Roberto Fiore, che “nulla è stato tenuto nascosto, anzi abbiamo anche mandato i testi delle canzoni. Certo non è stata messa nessuna enfasi per spiegare la mia condizione di esule, che del resto è nota, ma abbiamo risposto a tutte le loro domande”.

Sul “manifesto” infatti ci sono i versi di alcune delle 11 canzoni del Cd, “La direzione del vento”, in cui si contesta Maastricht, “ma questa Europa che la fate a fare/ è solo di banche e di parole”, e anche il governo italiano paragonato ad un regime totalitario, “siete più forti voi che avete tutto quanto”, e si racconta di una pattuglia di palestinesi uccisi dall’esercito israeliano. Mentre nell’album, il suo secondo dopo “Punto di non ritorno” del ’96, si parla anche del “genocidio dei cattolici della Vandea”, ma questo testo non è stato fornito al “Manifesto”.

“Se non si sono accorti di niente” – continua Morsello – significa che in fondo i miei testi gli andavano bene. Io non parlerei di una beffa, preferisco pensare che le mie parole vanno bene anche all’estrema sinistra”.

LA PADANIA 28/02/98

MANIFESTO “BEFFATO” DA UN NEO-FASCISTA

Beffa al “Manifesto” di un neo-fascista latitante, Massimo Morsello, per “dimostrae che nell’attuale deserto di ideologie può succedere anche che un giornale comunista ospiti una pubblicità con i testi del nuovo albumi” di uno con la sua storia. Al quotidiano di Via Tomacelli sono caduti in pieno e mezza pagina del numero di eieri è dedicata alla promozione del “nuovo album veramente rivoluzionario” di Morsello, a Londra dal 1980 e successivamente condannato per associazione sovversiva e banda armata. “Non ne sapevo nulla  – ammette il vicedirettore Riccardo Barenghi – è stato un brutto incidente di cui domani (Oggi, ndr) ci scuseremo con i lettori. La proposta ci è arrivata da una casa discografica di Londra e nessuno si è accorto di niente. Siamo stati ingannati ma non si ripeterà più”. Morsello replica da Londra, dove è titolare di un’agenzia di viaggi insieme ad un altro esule di estrema destra, Roberto Fiore, che “nulla è stato tenuto nascosto, anzi abbiamo anche mandato i testi delle canzoni. Certo non è stata messa nessuna enfasi per spiegare la mia condizione di esule, che del resto è nota, ma abbiamo risposto a tutte le loro domande”. Sul “Manifesto” infatti ci sono i versi di alcune delle 11 canzoni del Cd, “La direzione del vento”, in cui si contesta Maastricht, “ma questa Europa che la fate a fare / è solo di banche e di parole”.

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