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Fabio Constantinescu – Nel nome dei Padri – Recensione

Il mese di luglio inizia con una grandissima novità per la nostra musica: come da giorni annunciato nella Newsletter e sul sito di Canti ribelli, da oggi è possibile scaricare gratuitamente e legalmente, in formato mp3, l’ultimo album di Fabio Constantinescu, dall’evocativo titolo “Nel nome dei padri”.

Una decisione, quella del cantautore e musicista milanese, che innova radicalmente i metodi di distribuzione della nostra musica: collegandosi al sito di Canti ribelli infatti, è possibile accedere ai link delle varie canzoni, che Fabio ha scelto di condividere direttamente e immediatamente con tutti gli amanti della musica alternativa.

Fabio comincia ad occuparsi di musica alternativa già nel 1978, collaborando per alcuni anni con gli Amici del Vento. In seguito, dopo un lungo periodo di lontananza (in cui però comunque continua a scrivere canzoni e a suonare, anche se non sui palchi “alternativi”), dal 1997 in poi pubblica da solista quattro lavori e collabora a più riprese con Skoll. Quella che esce oggi è quindi la sua quinta opera alternativa: una serie di quattordici canzoni che, nel classico stile cantautoriale di Fabio, lasciano a chi le ascolta una serie di spunti di riflessione e quasi di immagini, che le parole e le note sottolineano con semplicità e musicalità.

Molti i temi trattati in questo nuovo e curato lavoro di Fabio: dall’aborto (Una possibilità di vivere, in cui un bimbo non nato dice alla mamma “…Vorrei anche io ridere giocare commuovermi e sperare, amare, pregare e combattere per un ideale abbracciarti e tenerti la mano quando stai male. Lo so che il futuro ti fa paura e tutto è difficile ma ti chiedo una possibilità…”) all’oppressione, sia in Birmania (con una poesia dedicata ad un giovane monaco con uno “sguardo disarmante di chi ha la forza di combattere disarmato, luce di una nuova speranza”) sia in Cina (Saluti da Pechino); dai ricordi del passato (Canzone per ieri) alla voglia di difendere il bene della libertà in un futuro in bilico (Canzone per oggi); da una richiesta e speranza di dialogo con il mondo musulmano (Caro fratello musulmano) a suggerimenti ed auspici, in un oggi difficile e spesso cupo, per un domani migliore dei giovani dei nostri tempi, come in Questo è il tuo momento (“…Voglia infinita di libertà ma senza rispetto non porta a niente…Questo è il tuo momento … non perdere la dignità e cerca sempre amicizia e amore e dimensione spirituale e ideale…”) e Volevo solo dirti (“…La vita rimane troppo bella non la possiamo tradire… schegge di sogni e giorni da buttare… però ci sono persone fatte di luce che fanno stare bene e allora cerchiamo di imparare uno stile di vita che si faccia rispettare, una via per continuare…”).

Sulla strada da percorrere nella vita, a cavallo tra uno ieri vissuto e sofferto e un oggi e domani incerti, vi sono poi anche Padri, santi, eroi, navigatori… e peccatori e Kyrie Eleison (“…tutto sta cambiando…non perdere mai la speranza, fai tutto quello che puoi… non nascondiamoci nella rassegnazione…”).

Completano il cd due brani solo musicali di notevole impatto (E così sia e Ultime parole a mio padre) e soprattutto due bellissime e commoventi canzoni dedicate a Carlo Venturino: Una dura cicatrice, scritta ai giorni d’oggi con un senso di amarezza per l’ipocrisia del presente e la nostalgia per “la luce di chi rendeva più lieve il camminare”, ricordo che non muore e che dà comunque la forza di andare avanti nonostante tutto, e Bonus 84, alle cui bellissime parole lasciamo la chiusura di questa breve recensione: “… e ti senti tutto tranne che sereno con un amico in meno… e il tuo futuro ha un sorriso in meno… una parte di te se n’è andata con lui che metteva a posto ogni cosa con la sua forza straordinaria, lui che ti prendeva in giro per ogni tua stupida paura, lui che aveva il libro delle facili risposte, di quelle che cerchi dentro il cuore e non le trovi mai. Per lui l’amicizia era una seconda pelle. E ti chiedi se è il caso di continuare dopo il ko. Non so se ho abbastanza volontà per chiudere la ferita. Ma mi ha insegnato lui che non è mai finita e avrò il suo sorriso sempre a illuminare la strada della vita…”.

 

a cura di Cristina Di Giorgi

 

ps: Per scaricare le canzoni cliccate qui  oppure seguite il collegamento "Nel nome dei padri (mp3)" nel nostro menu"Multimedia".

 

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