Esperia – 10 domande 10
Finalmente la musica alternativa ha il suo gruppo tutto al femminile. Ecco a voi…ESPERIA!
1. Come ti sei avvicinato alla musica alternativa?
Mi sono avvicinata alla musica alternativa grazie ad una ormai decennale tradizione di famiglia: quando andavo in vacanza nel paese dei miei genitori la nonna cantava in continuazione "Trama nera" mentre stendeva i panni o preparava da mangiare (e non ha ancora smesso!) e inoltre nelle rispettive stanze dei mie sei zii suonava sempre qualche musicassetta di Amici del Vento, Compagnia dell’Anello, Gabriele Marconi, Fabrizio Marzi, Zpm ecc ecc.
Sono arrivata ad avere 13 anni possedendo un ampio bagaglio di musica alternativa a mia insaputa! Da lì sono incominciati i primi concerti, i primi cd fino a giungere al presente.
2. Viste le tue indubbie capacità, non hai mai pensato di passare alla più remunerativa musica "normale"?
Non ho mai pensato questo. Anzi, credo fortemente che in questi tempi in cui la remunerazione economica occupi uno dei primi posti nella scala delle priorità di vita proprie di quei giovani in balia dell’oppio materialista, sia essenziale porsi come baluardo di difesa a quei princìpi sacri e indistruttibili quali il cameratismo. E la nostra musica ne è la concretizzazione lampante. Non c’è nulla di più remunerativo spiritualmente che una serata passata offrendo la propria "arte", il proprio sentire, i propri valori a fratelli e camerati. Siamo musiciste, militanti e camerate, non mercenarie.
3. Quale altro artista di musica alternativa senti particolarmente vicino a te, al tuo stile, al tuo modo di raccontare ciò che è "non-conforme"?
Il nostro stile è abbastanza vario: passiamo da ballate melodiche come "Etruria", "Insubria", "Magna Grecia" molto simili musicalmente alle canzoni della Compagnia dell’Anello, a rock/folk identitario in pezzi quali "Me ne frego", "Un fuoco nella Notte", "Fino alla vittoria". Questa eterogeneità musicale è dovuta alla mia presenza nel gruppo, che sono autrice sia di ballate dal gusto tradizionale e melodico sia di arrangiamenti più "duri", alla presenza di Francesca, che dona alle Esperia quel pizzico di pepe e grinta che non guasta mai, e ad Elisa,nostra presentatrice e percussionista, che scrive testi così forti da rimanerci di stucco.
4. Quale può essere il futuro della musica alternativa?
Qualcuno presentandoci ci ha definite come uno dei tasselli iniziali della "quarta generazione" di questo genere. Abbiamo molta fiducia nei confronti di questa generazione di musica alternativa e nei confronti di tutti quei giovani musicisti che oltre noi si stanno impegnando per arricchire il nostro panorama musicale.
5. Quale consiglio daresti a quei giovani che vogliono iniziare a fare musica alternativa?
Direi di seguire il proprio cammino, che, sebbene irto e periglioso, faticoso e inusuale, giungerà pian piano al raggiungimento delle vette dello Spirito. Attraverso musica e poesia, sacrificio e militanza, potremo tenere acceso il fuoco del cameratismo che illumina il nostro sentiero.
6. Cosa ne pensi del rifiorire in più parti d’Italia, sotto varie sigle e modalità, dei vecchi "Campi Hobbit"?
Penso che sia un’ottima occasione per cercare di definire linee generali, per arricchire dibattiti culturali e politici, per consolidare amicizie in cameratismi, per vivere musica, Azione e Contemplazione.
7. Sono ancora attuali i valori di destra?
Il termine "valori di destra" penso che non sia propriamente opportuno, in quanto la categoria "destra" è altamente storicizzata. Credo invece che attuali risultino essere quei valori naturali della Tradizione che trascendono la storia, vanno oltre gli eventi del quotidiano e del singolo periodo storico. Credo in quei valori che durano dalla nascita della nostra Civiltà e che, dalla Rivoluzione francese in poi, hanno subito un lento e inesorabile declino, ma non sono mai morti: continuano ad essere stile di vita per pochi uomini rimasti eretti in un mondo di rovine, per noi camerati. Essenziale è riportare i valori degli antichi nella nostra vita quotidiana e nella nostra condotta di vita: solo così potranno continuare ad essere attuali e allo stesso tempo eterni.
8. Cosa pensi della politica di Alleanza Nazionale e della politica estera del Governo Italiano?
Non condivido nè la politica di Alleanza Nazionale, nè quella estera del Governo Italiano. Non credo alle politiche di volantinaggi senza basi solide, senza fondamenta culturali, pronte al compromesso, caratterizzate da gretto servilismo in nome del potere e del denaro. Credo nelle politiche giovanili, in quell’ "illusione" propria della giovinezza, che poi tale non è. I nostri sogni, le nostre speranze, le nostre aspettative potranno dirsi realizzate solo attraverso l’azione politica e sociale strettamente connessa alla cultura. Credo nel Fronte della Tradizione e in quelle Associazioni Culturali che, sia se affiancate dai partiti polici della destra radicale sia unicamente comunitarie e di consolidamento, riescono a dare un senso al loro Pensiero.Il Domani appartiene a noi.
9. Un libro da consigliare alla "nostra" gioventù.
Questa domanda mi mette un po’ in difficoltà in quanto mi risuta difficile sceglierne uno solo. Consiglierei "Rivolta contro il mondo moderno" di Julius Evola, "Militia" di Leon Degrelle, la "Repubblica" di Paltone e i testi di Junger e Mishima. Non riesco a farne una cernita!
10. Scegli un verso di una tua canzone per inviare un messaggio ai giovani di destra.
"A noi! camerati, A noi! fratelli amati, l’aratro e la spada per sempre porterem; abbiamo intrapreso il sentiero più duro, ma Sangue, Suolo e Stirpe sarà il nostro futuro."












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