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	<title>Cantiribelli - Il portale della Musica Alternativa di Destra &#187; Ultime notizie</title>
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	<description>Concerti, mp3, interviste, biografie, recensioni sulla Musica Alternativa di destra</description>
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		<title>Grazie a voi Ich Liebe Dich !</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 16:45:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel loro nuovissimo album &#8220;Dimensioni&#8221; la band non conforme ci ha ringraziato così:

Non possiamo quindi far altro che ringraziare i componenti del gruppo Ich Liebe Dich per le belle parole ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><div class='shareaholic-like-buttonset' style='float:none;height:30px;'><a class='shareaholic-fblike' data-shr_layout='button_count' data-shr_showfaces='false' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.cantiribelli.com%2Fgrazie-a-voi-ich-liebe-dich' data-shr_title='Grazie+a+voi+Ich+Liebe+Dich+%21'></a><a class='shareaholic-googleplusone' data-shr_size='medium' data-shr_count='true' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.cantiribelli.com%2Fgrazie-a-voi-ich-liebe-dich' data-shr_title='Grazie+a+voi+Ich+Liebe+Dich+%21'></a><a class='shareaholic-tweetbutton' data-shr_count='none' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.cantiribelli.com%2Fgrazie-a-voi-ich-liebe-dich' data-shr_title='Grazie+a+voi+Ich+Liebe+Dich+%21'></a></div><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>Nel loro nuovissimo album &#8220;Dimensioni&#8221; la band non conforme ci ha ringraziato così:</p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-4386" title="Ich Liebe Dich - Dimensioni" src="http://www.cantiribelli.com/wp-content/uploads/2012/01/DSC06957-500x375.jpg" alt="Ich Liebe Dich - Dimensioni" width="500" height="375" /></p>
<p>Non possiamo quindi far altro che ringraziare i componenti del gruppo Ich Liebe Dich per le belle parole ma soprattutto per le belle canzoni contenute nel nuovo cd (da non perdere) !</p>
<p>Grazie mille!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe width="500" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/4MDB2G7LYnw?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="shr-publisher-4385"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>19 gennaio 1969 &#8211; Jan Palach</title>
		<link>http://www.cantiribelli.com/19-gennaio-1969-jan-palach</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 13:12:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ultime notizie]]></category>
		<category><![CDATA[compagnia dell'anello]]></category>
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Il 20 agosto 1968 era stato un giorno estivo come tanti a Praga, capitale della Cecoslovacchia: aveva fatto caldo ed il Sole aveva illuminato le vestigia della splendida città. Ragazzi e ragazze ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><div class='shareaholic-like-buttonset' style='float:none;height:30px;'><a class='shareaholic-fblike' data-shr_layout='button_count' data-shr_showfaces='false' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.cantiribelli.com%2F19-gennaio-1969-jan-palach' data-shr_title='19+gennaio+1969+-+Jan+Palach'></a><a class='shareaholic-googleplusone' data-shr_size='medium' data-shr_count='true' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.cantiribelli.com%2F19-gennaio-1969-jan-palach' data-shr_title='19+gennaio+1969+-+Jan+Palach'></a><a class='shareaholic-tweetbutton' data-shr_count='none' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.cantiribelli.com%2F19-gennaio-1969-jan-palach' data-shr_title='19+gennaio+1969+-+Jan+Palach'></a></div><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><img class="aligncenter size-full wp-image-4378" title="jan_palach" src="http://www.cantiribelli.com/wp-content/uploads/2012/01/jan_palach.jpg" alt="" width="500" height="693" /></p>
<p>Il 20 agosto 1968 era stato un giorno estivo come tanti a Praga, capitale della Cecoslovacchia: aveva fatto caldo ed il Sole aveva illuminato le vestigia della splendida città. Ragazzi e ragazze si erano incontrati, avevano passeggiato, riso assieme, erano usciti la sera per approfittare di quel periodo di clima gentile, così diverso dall’abitudinario gelo dei mesi autunnali ed invernali. Dal punto di vista politico, invece, la giornata era stata meno tranquilla, ma ormai la situazione era questa da diversi mesi, da quando cioè Alexander Dubcek aveva preso il posto di Antonin Novotny alla guida del Partito Comunista Cecoslovacco. Dubcek, difatti, aveva proposto una serie di riforme innovative, note poi come <em>socialismo dal volto umano, </em>allo scopo di rompere col violento ed opprimente passato del suo predecessore. Naturalmente un piano tanto progressista aveva notevolmente agitato le acque ed irritato profondamente i vertici del Cremlino, timorosi della possibilità che Praga si sottraesse gradualmente al controllo sovietico, ma Dubcek aveva più volte incontrato i rappresentanti di Mosca per convincerli della bontà di quanto proposto.</p>
<p>Purtroppo, la notte fra il 20 ed il 21 agosto, quello che era stato un giorno estivo come tanti altri si trasformò in una notte che nessun cittadino cecoslovacco avrebbe mai dimenticato. I russi, difatti, sostenuti dalle forze militari degli altri Paesi aderenti al Patto di Varsavia, avevano invaso la nazione, spezzando in tal modo i sogni di tutti coloro che avevano visto in quei mesi, poi passati alla storia come Primavera di Praga, l’occasione di una vita migliore.</p>
<p>Il 16 gennaio 1969 era un giorno invernale come tanti a Praga, capitale della Cecoslovacchia ormai occupata militarmente da diversi mesi dalle truppe del Patto di Varsavia. Il freddo pungente contribuiva a spegnere l’animo di un popolo che, fino a quella tragica notte fra 20 e 21 agosto, aveva assaporato una libertà che gli sarebbe stata negata per i successivi 22 anni. La Primavera, dunque, si era già tramutata per tutti in un Inverno più buio di tutti gli altri. Ma quel giorno, 16 gennaio, sarebbe divenuto tristemente celebre per uno degli atti di protesta più clamorosi e drammatici della storia dell’umanità: un gruppo di ragazzi, difatti, aveva deciso di compiere un gesto estremo per testimoniare alla loro gente ed al mondo intero le sofferenze del popolo cecoslovacco sotto il giogo sovietico.</p>
<p>&#8220;Poiché i nostri popoli sono sull&#8217;orlo della disperazione e della rassegnazione, abbiamo deciso di esprimere la nostra protesta e di scuotere la coscienza del popolo. Il nostro gruppo è costituito da volontari, pronti a bruciarsi per la nostra causa. Poiché ho avuto l&#8217;onore di estrarre il numero 1, è mio diritto scrivere la prima lettera ed essere la prima torcia umana. Noi esigiamo l&#8217;abolizione della censura e la proibizione di &#8221;Zpravy&#8221; ( Notiziario delle forze di occupazione sovietiche). Se le nostre richieste non saranno esaudite entro cinque giorni, il 21 gennaio 1969, e se il nostro popolo non darà un sostegno sufficiente a quelle richieste, con uno sciopero generale e illimitato, una nuova torcia s&#8217;infiammerà.&#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questo era il contenuto di una lettera trovata poi nella borsa di uno di questi ragazzi, Jan Palach. Jan, che aveva appena 21 anni, era uno studente di filosofia ed era stato il primo estratto a sorte fra i suoi compagni al fine di compiere il gesto annunciato. Che, purtroppo, non sarebbe stato solo figurato. Quel 16 gennaio del 1969, difatti, Jan si recò in Piazza di San Venceslao, si cosparse di benzina e si diede fuoco. Sarebbe rimasto completamente lucido nonostante i dolori atroci nei successivi 3 giorni, rivendicando nuovamente il proprio gesto come mezzo per scuotere l’opinione pubblica mondiale contro l’Unione Sovietica. Sarebbe morto infine il 19 gennaio, suscitando rabbia e commozione ovunque. Quasi un milione di praghesi partecipò ai suoi funerali il 25 gennaio, sfidando il gelo e sfidando un’altra divisione di carri armati russi schierata alla frontiera, pronta ad una nuova invasione in caso di sollevazione popolare.</p>
<p>Ancora oggi, a distanza di 43 anni da quella drammatica morte, siamo qui per ricordare l’incredibile coraggio di un ragazzo da poco uscito dall’adolescenza, giunto a sacrificare la propria vita pur di intravedere una speranza di libertà per il proprio Paese.</p>
<p>Vogliamo inoltre ricordarlo con due brani di due artisti alternativi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center"><strong>Jan Palach – Compagnia dell’Anello</strong></p>
<p>Fame, morte, schiavitù,<br />
il coraggio nasce a volte così .<br />
Bandiere rosse su una città,<br />
in occidente c&#8217; è solo viltà .<br />
Primavera di libertà,<br />
carri armati nelle strade,<br />
il sangue a Praga è sparso al vento,<br />
quanto orrore in quel momento .<br />
Quanti fiori sul selciato,</p>
<p>quante lacrime avete versato,<br />
quante lacrime avete versato</p>
<p>per Praga.</p>
<p>Volti grigi senza nome,<br />
soldati russi e terrore .<br />
Giù le mani dal mio paese,<br />
il mio sangue lavi le offese .<br />
Una piazza, strade vuote,<br />
solo un uomo e un altare,<br />
sacrificio per l&#8217; onore,<br />
sul rogo un giovane muore .<br />
Quanti fiori sul selciato,<br />
quante lacrime avete versato,<br />
quante lacrime avete versato<br />
per Praga.<br />
E&#8217; morto sotto i carri armati<br />
il futuro che avete sognato,<br />
nella gola vi hanno cacciato<br />
le grida di un corpo straziato.<br />
Quanti fiori sul selciato,<br />
quante lacrime avete versato,<br />
quante lacrime avete versato,<br />
Jan Palach,<br />
Jan Palach,<br />
Jan Palach,<br />
Jan Palach,<br />
Jan Palach,<br />
Jan Palach</p>
<p align="center"><strong>Le fate di Praga – Skoll</strong></p>
<p align="center"><strong> </strong></p>
<p>Le ragazze di Praga<br />
sono fate coi capelli nel vento<br />
hanno vite segnate dalla fatica e qualche brutto momento<br />
ma quando andiamo a dormire, poi, ci fanno addormentare al loro ricordo<br />
Le ragazze di Praga hanno i capelli come grano d&#8217;agosto<br />
se le guardi negli occhi rischi di perderti in un mare più vasto<br />
profondità che ci spaventa un po’, ha l&#8217;odore forte della libertà<br />
Le fate danzano intorno a Jan<br />
E quelle fate cantano insieme a Jan<br />
le nostre fate pregano insieme a Jan<br />
Jan è un segno che non passerà, Jan ha il profumo della primavera&#8230;<br />
Le ragazze di Praga hanno vent&#8217;anni ma le han parlato dei carri<br />
nelle piazze e nelle strade che non fanno camminare in avanti<br />
e quando andiamo a dormire noi ci addormentiamo insieme ad un loro volto</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A cura di Andrea</p>
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		<title>Massimo Morsello &#8211; Maastricht</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 13:57:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fulvio</dc:creator>
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“Maastricht” è una canzone scritta da Massimo Morsello, per gli amici Massimino, nel 1998. Presente nell’album “La direzione del vento”, questa canzone oggi risulta essere più attuale che mai.
Riportiamo qui ...]]></description>
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<p>“Maastricht” è una canzone scritta da Massimo Morsello, per gli amici Massimino, nel 1998. Presente nell’album “La direzione del vento”, questa canzone oggi risulta essere più attuale che mai.</p>
<p>Riportiamo qui di seguito il testo della canzone:</p>
<p><iframe width="500" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/urWRJY_H4zw?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p align="center">“E se in Europa io non ci volessi andare<br />
Coi vostri capi da grattare<br />
I parametri da rispettare<br />
E le frontiere da cancellare</p>
<p align="center">E se in Europa io non ci credessi<br />
Allo sviluppo dei vostri processi<br />
Alla lira che scende e che sale<br />
Ma i nostri dolori restan sempre gli stessi</p>
<p align="center">Non sta all&#8217;Europa determinare<br />
Quest&#8217;anno quanto il grano vale<br />
E dal latte di un animale<br />
Quanti litri ci dovranno bastare<br />
Quanto zucchero e quanto sale</p>
<p align="center">In quegli occhi di contadino<br />
Passeggiano il fango e il suo destino<br />
Ma non li vede nessuno</p>
<p align="center">Ma quest&#8217;Europa che la fate a fare<br />
È solo di banche e di parole<br />
È un guinzaglio stretto bene<br />
Al collo del popolo e della nazione</p>
<p align="center">E se in Europa non ci volessimo andare<br />
Per un diritto ben più naturale<br />
Quello della Patria quello del pane<br />
Quello di poterci conservare</p>
<p align="center">Non sta all&#8217;Europa stabilire<br />
A quale croce ci dobbiamo affidare<br />
La gradazione del colore<br />
Della mia pelle prospettiva<br />
Sarà buona o sarà cattiva</p>
<p align="center">Se dal corpo di una madre<br />
Potranno uscire ancora altri figli<br />
O soltanto sbadigli</p>
<p align="center">Ma se l&#8217;Europa sarà solo usura<br />
Ed è per questo che non la vogliamo<br />
E voi conoscete solo la paura<br />
Allora sappiate noi non ci stiamo</p>
<p align="center">Ma se in Europa non ci voglio andare<br />
Il Fondo Monetario Internazionale<br />
Certamente lascerà obiettare<br />
Esiste il bene esiste il male</p>
<p align="center">Non sta all&#8217;Europa stabilire<br />
Di che morte dobbiamo morire<br />
Di che carta è la mia moneta<br />
Ciò che permette e ciò che vieta<br />
Ciò che ci sfama ciò che ci disseta</p>
<p align="center">Se dai corpi di una Nazione<br />
Nascono note di un vecchio inno<br />
Di una vecchia canzone”</p>
<p>Ricordiamo che alla pagina <a href="http://www.cantiribelli.com/scarica-lebook-morsello-per-gli-amici-sono-solo-massimino">http://www.cantiribelli.com/scarica-lebook-morsello-per-gli-amici-sono-solo-massimino</a> potrete scaricare l’ebook “Morsello – Per gli amici sono solo Massimino”.</p>
<p>A cura di Zang Tumb Tumb</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="shr-publisher-4336"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>Alberto Giaquinto PRESENTE</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 14:05:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><div class='shareaholic-like-buttonset' style='float:none;height:30px;'><a class='shareaholic-fblike' data-shr_layout='button_count' data-shr_showfaces='false' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.cantiribelli.com%2Falberto-giaquinto-presente' data-shr_title='Alberto+Giaquinto+PRESENTE'></a><a class='shareaholic-googleplusone' data-shr_size='medium' data-shr_count='true' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.cantiribelli.com%2Falberto-giaquinto-presente' data-shr_title='Alberto+Giaquinto+PRESENTE'></a><a class='shareaholic-tweetbutton' data-shr_count='none' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.cantiribelli.com%2Falberto-giaquinto-presente' data-shr_title='Alberto+Giaquinto+PRESENTE'></a></div><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><img class="aligncenter size-full wp-image-4314" title="Giaquinto" src="http://www.cantiribelli.com/wp-content/uploads/2010/01/Giaquinto.jpg" alt="Giaquinto" width="362" height="602" /></p>
<p>Ancora una volta siamo qui a ricordare una delle tante vittime degli Anni di Piombo. <strong>Alberto Giaquinto</strong> aveva solo 17 anni e stava &#8220;dalla parte sbagliata&#8221;, al fianco din un giovanissimo Massimo Morsello. Dopo la sua morte, Michele Di Fiò gli dedicò il brano <strong>&#8220;Italia&#8221;</strong>.<br />
Alberto PRESENTE.</p>
<p><iframe width="500" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/EFPA4vvhyQA?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<div class="shr-publisher-4321"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>07 Gennaio 1978 &#8211; La Musica Alternativa ricorda Acca Larentia</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 16:23:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fulvio</dc:creator>
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Roma 7 gennaio 1978, tre militanti del Fronte della Gioventù vengono barbaramente uccisi. Due di loro colpiti a fuoco appena usciti dalla sede del Movimento Sociale Italiano (MSI) di via Acca Larentia, ...]]></description>
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<p>Roma 7 gennaio 1978, tre militanti del Fronte della Gioventù vengono barbaramente uccisi. Due di loro colpiti a fuoco appena usciti dalla sede del Movimento Sociale Italiano (MSI) di via Acca Larentia, nel popolare quartiere Tuscolano, il terzo  ucciso qualche ora dopo, durante gli scontri scoppiati con le forze dell&#8217;ordine in seguito ad una spontanea manifestazione di protesta, organizzata davanti alla stessa sede dai militanti missini.</p>
<p>C’è un filo sottile che lega questa strage alla Musica Alternativa. Bigonzetti e Ciavatta, i due attivisti morti nell’agguato, qualche minuto prima essere colpiti a morte erano impegnati a pubblicizzare tramite volantinaggio un concerto degli <strong>Amici del Vento</strong>. Recchioni, il terzo militante del FdG morto quel giorno, era il chitarrista del gruppo rock <strong>Janus</strong>.</p>
<p>Trentaquattro anni dopo questa strage, le nostre orecchie affamate di verità, deluse da una giustizia spesso colpevolmente silenziosa, trovano conforto nell’ascoltare Musica Alternativa. Musica che non ha scordato di ricordare tre fratelli che ci hanno lasciato troppo in fretta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center">Franco Bigonzetti  Presente!     Francesco Ciavatta Presente!    Stefano Recchioni Presente!</p>
<p> <strong> </strong></p>
<p>Riportiamo qui di seguito estratti di canzoni o interi brani di Musica Alternativa scritti in memoria  della strage di Acca Larentia:</p>
<p align="center"><strong>Francesco Mancinelli &#8211; Generazione &#8217;78</strong></p>
<p align="center">&#8220;E sentirsi vivere dentro a vent&#8217;anni all&#8217;occasione<br />
Per cercare di dare un senso alla tua rivoluzione<br />
Poi una sera di gennaio resta fissa nei pensieri<br />
Troppo sangue sparso sopra i marciapiedi<br />
E la tua generazione scagliò al vento le bandiere!</p>
<p align="center">Gonfiò l&#8217;aria di vendetta senza lutto, né preghiere<br />
Su quei passi da gigante per un attimo esitare<br />
Scaricando poi la rabbia nelle auto lungo il viale<br />
Tra le lacrime ed i vortici di fumo<br />
Da quei giorni la promessa di restare tutti figli di nessuno&#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center"><strong>270 Bis &#8211; Claretta e Ben</strong><strong></strong></p>
<p align="center">“È una piazza piena di sogni, un&#8217;armata di cari amici<br />
Mille anime di caduti, ma nel ricordo non li hanno uccisi<br />
Sono i giovani di Acca Larentia ed i ragazzi in camicia nera..”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center"><strong>Hobbit &#8211; HL78</strong></p>
<p align="center">“Il battito del cuore ad un tratto si è interrotto: gennaio, Roma, è il Settantotto<br />
In un giorno come tanti la storia può cambiare: l&#8217;Italia, i sogni, si può morire<br />
Mi sembra di vedere l&#8217;inchiostro dei giornali: &#8220;Agguato proletario uccide reazionari!&#8221;<br />
E se guardo le tue mani, il ferro che ci tieni, fallo cantare!</p>
<p align="center">E c&#8217;è sangue in terra, ci sta odio tra la folla, ci sta un grido: «Boia chi molla!»<br />
E c&#8217;è sangue in terra, c&#8217;è un ragazzo sulla soglia, ci sta un grido: «Boia chi molla!»</p>
<p align="center">Ma alla festa del padrone anche il servo vuol giocare, in fronte aveva un marchio nei secoli fedele<br />
Ragazzi troppo giovani, ragazzi troppo soli, no, ragazzi che da oggi diventano guerrieri<br />
E il vento va veloce, trent&#8217;anni fa passare, ma in tasca c&#8217;ha la storia che voglio raccontare<br />
Sulla mano di quel boia ci sta il guanto del potere, trent&#8217;anni sono passati, ma c&#8217;è un conto da pagare<br />
E c&#8217;è un tempo per capire, un tempo per la lotta, per la vendetta!</p>
<p align="center">E c&#8217;è sangue in terra, ci sta odio tra la folla, ci sta un grido: «Boia chi molla!»<br />
E c&#8217;è sangue in terra, c&#8217;è un ragazzo sulla soglia, ci sta un grido: «Boia chi molla!»”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center"><strong>DDT – Il mio Fascismo</strong></p>
<p align="center">“Il mio fascismo è quello di pochi giovani che hanno lottato contro il mondo intero<br />
Che sono morti ad Acca Larentia e che hanno amato un vessillo nero<br />
Con in mezzo una croce bianca, ma una croce particolare<br />
Che mi basta vederla su un muro per cominciare subito a sognare<br />
A sognare di un “Campo hobbit” con un concerto della Compagnia<br />
Con una strana manifestazione di chi cercava la terza via..”</p>
<p align="center"><strong> </strong></p>
<p align="center"><strong>Blind Justice &#8211; 70178</strong></p>
<p align="center">“Non sono passati poi tanti anni<br />
Da quei giorni visti per noi in bianco in nero<br />
Le foto, i volti, il sangue, il piombo<br />
Il ricordo dei camerati uccisi non è mai morto!</p>
<p align="center">Giustizia!<br />
Hardcore!<br />
Giustizia!</p>
<p align="center">Io mi ricordo di Mikis Mantakas, del 7 gennaio del Settantotto</p>
<p align="center">Anni di piombo e stragi di stato: uccidere un fascista non era reato<br />
Paolo Di Nella, Francesco Cecchin, Acca Larentia e Primavalle<br />
Di Sergio Ramelli e di Mario Zicchieri, mi brucia il ricordo e ardono i cuori!</p>
<p align="center">Prove sparite e indagini insabbiate<br />
Esecutore il compagno e mandante lo stato<br />
Non basteranno l&#8217;odio e l&#8217;umiliazione<br />
Per fermarmi e non voglio più tacere!</p>
<p align="center">Da tutte le strade, da tutte le piazze<br />
Migliaia di giovani non se ne andranno<br />
Per chi ha lottato e non si arrese<br />
Il grido: «Presente!» e le braccia tese!</p>
<p align="center">Io voglio giustizia!<br />
Io voglio giustizia!<br />
Io voglio giustizia!<br />
Io voglio giustizia!”</p>
<p align="center"><strong>Fabrizio Marzi – Giovinezza</strong></p>
<p align="center">“Giovinezza hai segato le sbarre<br />
un istante e poi t’hanno sparato<br />
Giovinezza che schifo di modo<br />
per dirti che avevi sbagliato..”</p>
<p><em> </em></p>
<p>Infine, per concludere, pubblichiamo qui il brano &#8220;Note per un amico&#8221; che gli stessi Janus hanno dedicato alla memoria di Stefano Recchioni.</p>
<p><iframe width="500" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/cegEx8bWFzk?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>A cura di Zang Tumb Tumb</p>
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		<title>Franco, Francesco e Stefano PRESENTI</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 11:07:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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<div class="shr-publisher-4301"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;Unità svela l&#8217;identità di Katanga dei Sottofasciasemplice</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Dec 2011 09:09:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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Riportiamo di seguito un articolo (ovviamente di parte) apparso su unita.it sulla vera identità di Katanga, ex Intolleranza ed ora SottoFasciaSemplice:
Console di notte, fascio-rocker di notte&#8230;
Per anni ha lasciato che ...]]></description>
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<p>Riportiamo di seguito un articolo (ovviamente di parte) apparso su unita.it sulla vera identità di Katanga, ex Intolleranza ed ora SottoFasciaSemplice:</p>
<h2>Console di notte, fascio-rocker di notte&#8230;</h2>
<p>Per anni ha lasciato che i cantori della destra “identitaria” celebrassero la sua musica, magari con qualche ammiccamento, ma senza mai svelarsi pubblicamente. Alla fine però anche lui non ha resistito a mostrarsi, senza veli. Per il battesimo del pubblico, a maggio scorso, ha scelto la scena fascio-rock più in vista del momento. La «Tana delle tigri», il raduno organizzato da Casapound, dietro allo stadio Olimpico di Roma, nella ex stazione di Italia ‘90, occupata tre anni fa. I padroni di casa, Casapound appunto, lo hanno presentato sul palco «non conforme» come «l’evento della serata». Il tutto documentato con tanto di video ufficiale diffuso su youtube.</p>
<p>«È la prima volta che <em>Sotto fascia </em>semplice suona dal vivo», si celebra dal palco lo stesso ospite misterioso: «Grazie a voi non è più un gruppo fantasma». «Il vero volto dei <em>Sotto fascia semplice</em>», come viene apostrofato in un altro video-omaggio, diffuso sempre su youtube. Katanga per il pubblico che da sotto al palco tende le braccia. Chi invece frequenta ambienti più istituzionali, non stenta a riconoscere in quel volto, in quella voce dal timbro basso Mario Vattani, 45 anni appena compiuti, già consigliere diplomatico del sindaco Alemanno e da luglio volato in Giappone dove è stato promosso console generale d’Italia a Osaka.</p>
<p>Mario Vattani è figlio d’arte: il fedelissimo di Alemanno è il primogenito di Umberto, uno dei diplomatici più importanti d’Italia. Ma ha anche un passato di “testa calda” della destra italiana. Giovanissimo, finisce su tutti i giornali, insieme all’amico Stefano Andrini &#8211; che poi “ritroverà” in Campidoglio &#8211; e ad altri militanti dell’estrema destra in seguito al pestaggio di due giovani di sinistra davanti al cinema Capranica. Viene prosciolto. E due anni dopo si spalancano per lui le porte della diplomazia. Inizia così questa specie di doppia vita di Mario Vattani, al servizio dello Stato come diplomatico, legato ai vecchi amici della destra “identitaria” attraverso il filo della musica.</p>
<p>Sulla scena fascio-rock, del resto, Katanga è molto conosciuto, prima come voce degli<em>Intolleranza</em>, poi dal 1996 come fondatore dei <em>Sotto fascia semplice</em>. Anche prima della esibizione-evento di maggio nell’ambiente, senza tradire l’anonimato, in tanti sembrano conoscere bene «quell’entità brillante che si cela» dietro ai due gruppi («un altissimo funzionario pubblico», aggiunge quasi il nome all’identikit Ugo Maria Tassinari, massimo esperto del campo, sul suo blog Fascinazione) e che si toglie tutti gli sfizi dell’artista nero, sfornando uno dopo l’altro i suoi album di musica identitaria, con tanto di testi tradotti in giapponese. L’ultimo,<em>Filospinato</em>, inciso nel 2007, con la casa discografica Rupe Tarpea dell’amico Flavio Nardi (anche lui prosciolto per la storia del Capranica). E si merita la recensione del “maestro” di Casapound, Gabriele Adinolfi, ex Terza Posizione, che lo definisce addirittura «un evento di Rivoluzione culturale».</p>
<p><strong>VITE PARALLELE</strong><br />
Mario Vattani, intanto, percorre le tappe di una carriera diplomatica, che oscilla tra il Giappone e Roma, dove Alemanno lo chiama due volte accanto a sé come consigliere per le Relazioni internazionali, prima al ministero dell’Agricoltura e poi in Campidoglio. Vattani è accanto al sindaco in molti viaggi, da Auschwitz a Hiroshima. Con un compenso che supera i 200mila euro l’anno.</p>
<p>Le vite parallele sono continuate fino a quando Mario Vattani ha deciso di dare un volto ai <em>Sotto fascia semplice</em>, salendo sul palco della Tana delle tigri. Forse un assaggio ci fu già nel 2010, ne parlano in rete i suoi fan. Nel 2011 comunque il “debutto” vero e proprio è stato documentato nel video in cui lo si vede duettare con Gianluca Iannone, voce degli <em>Zeta Zero Alfa</em>, contro i pacifisti e i disobbedienti. «Come mai», cantano insieme. Quasi un inno per la nuova destra cresciuta all’ombra di Casapound. E del Campidoglio. Firmato <em>Sotto fascia semplice</em>. E poi via con gli omaggi «all’altra Repubblica», che è quella romana, ma anche quella di Salò, contrapposta alla Repubblica italiana che è tutto un «vivere in mezzo alla merda dei cani». Dedicato a «tutti quelli che non hanno avuto modo/tempo di cambiare idea».</p>
<p>E pazienza se l’altra vita lo sta per portare di nuovo lontano, in Giappone. «Io so che tra cinque anni &#8211; ha cantato il futuro console, per il pubblico di Casapound in delirio &#8211; tra cinque annia primavera alzerò la bandiera nera».</p>
<p style="text-align: right;">MariaGrazia Gerina<br />
www.unita.it</p>
<div class="shr-publisher-4268"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>Buone feste da Cantiribelli</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Dec 2011 09:13:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
La redazione di Cantiribelli, ringraziandovi per l&#8217;immenso affetto con il quale ci seguite, augura a tutti voi un sereno Natale e un buon 2012. 
AUGURI !

]]></description>
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<p style="text-align: center;"><strong>La redazione di Cantiribelli, ringraziandovi per l&#8217;immenso affetto con il quale ci seguite, augura a tutti voi un sereno Natale e un buon 2012. </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>AUGURI !</strong></p>
<p style="text-align: center;">
<div class="shr-publisher-4217"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>Zetazeroalfa &#8211; Rose rosse dalle camicie nere &#8211; Accordi</title>
		<link>http://www.cantiribelli.com/zetazeroalfa-rose-rosse-dalle-camicie-nere-accordi</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Dec 2011 14:24:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[RE                      MI-
E dona questa vita come getteresti un fiore
SOL ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><div class='shareaholic-like-buttonset' style='float:none;height:30px;'><a class='shareaholic-fblike' data-shr_layout='button_count' data-shr_showfaces='false' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.cantiribelli.com%2Fzetazeroalfa-rose-rosse-dalle-camicie-nere-accordi' data-shr_title='Zetazeroalfa+-+Rose+rosse+dalle+camicie+nere+-+Accordi'></a><a class='shareaholic-googleplusone' data-shr_size='medium' data-shr_count='true' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.cantiribelli.com%2Fzetazeroalfa-rose-rosse-dalle-camicie-nere-accordi' data-shr_title='Zetazeroalfa+-+Rose+rosse+dalle+camicie+nere+-+Accordi'></a><a class='shareaholic-tweetbutton' data-shr_count='none' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.cantiribelli.com%2Fzetazeroalfa-rose-rosse-dalle-camicie-nere-accordi' data-shr_title='Zetazeroalfa+-+Rose+rosse+dalle+camicie+nere+-+Accordi'></a></div><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><pre>RE                      MI-
E dona questa vita come getteresti un fiore
SOL                         RE
Corri forte, amico mio, che qui il tempo non perdona
RE                          MI-
E fotti quelle circostanze, quei sorrisi da ruffiano
SOL                      RE
Quelle frasi senza cuore di una vita vuota!

RE                            MI-
E sali sempre un po' di più e dona sempre un po' di più
SOL                                   RE
che qui niente resta in piedi, che qui niente resta uguale!
RE                       MI-
E sono solo rose rosse dalle camicie nere,
SOL                            RE
guarda il vento come soffia e come gonfia queste vele!
RE                      MI-
E sono solo rose rosse dalle camicie nere,
SOL                        RE
sono nate sopra il marmo di mille primavere!
 DO SOL

E costruisci senza sosta, senza riprendere fiato
Un castello nella roccia, una diga nel destino
E fotti quelle circostanze, quelle mani stanche
Quelle bocche storte in quelle stanze!
E sali sempre un po' di più e dona sempre un po' di più
che qui niente ti è scontato, siamo quello che facciamo!</pre>
<pre></pre>
<pre>E sono solo rose rosse dalle camicie nere,
guarda il vento come soffia e come gonfia queste vele!
E sono solo rose rosse dalle camicie nere,
sono nate sopra il marmo di mille primavere!</pre>
<pre></pre>
<pre>E dona questa vita come getteresti un fiore
Corri forte, amico mio, che qui il tempo non perdona
E fotti quelle circostanze, quelle facce stanche
Quelle teste senza cuore di una vita spesa male!</pre>
<pre></pre>
<pre>E sali sempre un po' di più e dona sempre un po' di più
che qui niente ti è vicino, che qui niente è regalato!
E sono solo rose rosse dalle camicie nere,
guarda il vento come soffia e come gonfia queste vele!
E sono solo rose rosse dalle camicie nere,
sono nate sopra il marmo di mille primavere, di mille primavere!</pre>
<pre></pre>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-4204" title="zetazeroalfa disperato amore" src="http://www.cantiribelli.com/wp-content/uploads/2011/12/zetazeroalfa-disperato-amore1-500x430.jpg" alt="zetazeroalfa disperato amore" width="500" height="430" /></p>
<pre></pre>
<pre></pre>
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		<title>Nuova edizione per &#8220;Io non scordo&#8221; di Gabriele Marconi</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 13:51:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[gabriele marconi]]></category>
		<category><![CDATA[io non scordo]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo]]></category>
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Riceviamo e pubblichiamo un messaggio dello stesso Gabriele sulla nuova edizione di uno dei suoi racconti più avvincenti:
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<p>Riceviamo e pubblichiamo un messaggio dello stesso Gabriele sulla nuova edizione di uno dei suoi racconti più avvincenti:</p>
<p><em>&#8220;Eccoci. La nuova edizione di &#8220;Io non scordo&#8221; sarà disponibile tra un paio di settimane, forse prima.</em><br />
<em> La distribuzione la curerà Raido, ma potranno richiederla tutte le librerie di &#8220;ambiente&#8221;.</em><br />
<em> E&#8217; un&#8217;edizione limitata, che contiene un &#8220;Prima&#8221; e un &#8220;Dopo&#8221; (in prefazione e postfazione) rispetto al romanzo vero e proprio, strutturati così: nel &#8220;Prima&#8221; racconto il mio arrivo al liceo, i primi casini a scuola, il trasferimento all&#8217;Azzarita e l&#8217;inizio del periodo più vorticoso; poi c&#8217;è il romanzo; infine, nel &#8220;Dopo&#8221; racconto il periodo che va dall&#8217;estate 1980, quindi dello smembramento di Tp, al mio ritorno a Roma dopo un inverno passato da solo in Calabria.&#8221;</em></p>
<p>Un&#8217;ottima idea per un natale <span style="font-size: medium;">non</span> conforme!</p>
<div class="shr-publisher-4111"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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