Aufidena – 10 domande 10
Fra i tanti artisti di Musica Alternativa è arrivato anche il momento per una rappresentante femminile della nostra musica!!! Ecco a voi AUFIDENA(EX Viking)!
1. Come ti sei avvicinato alla musica alternativa?
Ho cominciato quando avevo 15 anni. All’inizio è stato tutto un po’ confuso (anche adesso combino un sacco di guai senza farlo apposta). Quella è l’età in cui si comincia un tipo di scuola che dovrebbe (nel mio caso è stato così) spingere una persona a farsi delle domande, soprattutto del tipo "ma io come la penso a riguardo?". E’ stato in quel periodo che ho cominciato a tirare fuori me stessa sotto forma di musica e la musica è per me ancora oggi il mezzo di comunicazione in cui mi esprimo più facilmente. A quell’età cominciavo ad ascoltare un po’ di musica alternativa. Ho capito poco dopo di esserci dentro anche io in qualche modo. I primi contatti "discografici" sono avvenuti all’estero tramite amici che tra il 1998 e il 2000 hanno venduto i miei demo cd. Per questo motivo ho sempre cantato soprattutto in inglese e in altre lingue specifiche perché secondo me la musica alternativa è anche questo: vuoi dire una cosa ad un amico e cerchi un modo per fargli arrivare il messaggio nel modo più diretto. Dopo qualche episodio un po’ contorto oltreoceano, la mia prima pubblicazione ufficiale su cd è avvenuta con Blood & Honour volume 4 nel 2001, un cd dedicato ad un camerata che non c’è più. In realtà avevo già rinunciato a pubblicare il mio primo album su cd e mi sono limitata a diffondere mp3. Dopo mesi veramente oscuri, in cui non sapevo come e se sarebbe rinata la mia musica, è nata Ashtree Records e una nuova era cominciata con "Askungen". Da allora mi sono buttata nella mischia molto di più, mi sono riavvicinata agli ambienti più italiani e anche se non dedico molto tempo alla musica perché voglio studiare, sento la musica alternativa come qualcosa che non può mancare nella mia vita, mi caratterizza come persona, mi dà un mezzo per tirare fuori le mie idee, mi fa sentire utile e grazie alla musica alternativa mi sono innamorata di nuovo; ho ricominciato a cantare in italiano un po’ di più e la cosa mi fa un piacere immenso, ho lavorato all’album "L’eco della Battaglia" come qualcosa di naturale e puramente italiano e ora voglio creare qualcosa di grande.
2. Viste le tue indubbie capacità, non hai mai pensato di passare alla più remunerativa musica "normale"?
Sinceramente non ci ho più pensato da tanto tempo. Infatti decisi di lasciare il conservatorio per andare a scuola appena finita la scuola media (non ho una grande conoscenza musicale). La cosa stava diventando seria e io non potevo permettermi di suonare 6 ore al giorno. Fino a quel momento (non facevo musica alternativa allora) avevo qualche sogno insieme alle mie amiche. Quando lasciai le lezioni di flauto troncai proprio quella strada… fu in quel momento che cominciai a scrivere canzoni più belle e più personali. Ora dopo tanti anni sto cominciando ad avere qualche soddisfazione dal punto di vista musicale ma ho intrapreso un’altra strada, sto andando all’università e voglio completare i miei studi.
3. Quale altro artista di musica alternativa senti particolarmente vicino a te, al tuo stile, al tuo modo di raccontare ciò che è "non-conforme"?
In Italia non saprei anche perché di artisti neopagani ce ne sono pochi e quelli che ci sono non sono proprio molto simili a me, puzzano, ringhiano, mozzicano… Forse mi sono ispirata un pochino a Varg Vikernes (voi direte, ma dove?!?), ovviamente nei limiti della diversità… C’è sempre qualcosa che ti colpisce anche se il risultato è totalmente diverso. Forse mi hanno ispirato anche i Death in June (anche se i componenti del gruppo pare che siano un po’ ambigui si dice in giro). Proprio all’inizio mi ispiravo molto a Ian Stuart e dicevo "Chissà quando viene a suonare in Italia"… mica lo sapevo che era morto!
4. Quale può essere il futuro della musica alternativa?
Io vedo che il pubblico sta diventando molto esigente e pretende un certo professionismo. All’estero il professionismo è sempre più presente nella musica alternativa, molto più che in Italia. Io spero che i gruppi di persone comuni non spariscano mai e spero che i maestri della musica sappiano esprimere al meglio le proprie idee incantando chi ascolta. Devo dire però che in Italia si fa la musica senza guardare in faccia a nessuno e questo è ottimo perché la musica italiana è unica ed è molto interiore! In Italia senti le persone che mettono tutta la loro anima finché ne hanno nelle proprie canzoni. Non stanno a pensare troppo "ma forse non piaccio, forse sbaglio". Alla fine la stonatura fa parte di un sentimento in una nota, mentre magari senti il gruppo metal tedesco preciso come un orologio e dietro… "devo essere così altrimenti non vendo".
5. Quale consiglio daresti a quei giovani che vogliono iniziare a fare musica alternativa?
Prima di fare qualsiasi passo pensateci bene. Non vi affrettate, esercitatevi, quello sì, ma conoscete bene chi vi è attorno prima di fidarvi di essi.
6. Cosa ne pensi del rifiorire in più parti d’Italia, sotto varie sigle e modalità, dei vecchi "Campi Hobbit"?
Sicuramente sono un modo per esistere insieme per confrontarsi, aggiornarsi e divertirsi. Io non credo tanto nelle comunità, ma nei gruppi di lavoro e nella nazione (nel senso di insieme di genti legate da comunanza di tradizioni storiche, lingua,religione, costumi ed aventi coscienza di ciò) e credo che i vari Campi che uniscono realtà diverse d’Italia rappresentino bene un gruppo di lavoro dove si scambiano idee per essere una nazione con i propri caratteri.
7. Sono ancora attuali i valori di destra?
Il mondo sta attraversando una nuova era storica che coinvolge quasi il globo intero. Io credo che ora si debba sentire forte e ancor più naturale il senso di autodifesa. Amare se stessi rispettando gli altri allo stesso tempo… questo in Europa sta diventando come se fosse un male occidentale. La gente preferisce fare l’elemosina ai "fratelli" invasori…
8. Cosa pensi della politica di Alleanza Nazionale e della politica estera del Governo Italiano?
Io un giorno andrò a fare missili. La domanda è un po’ troppo larga per me e per quello che sono in grado di risponderti… diciamo, ti parlo da persona che deve eleggere, se uno non vuole disperdere il voto mette un tampone. È scontato che io adesso dica "non ci dovevamo andare in Iraq"… ora siamo lì. Se ce ne dovessimo andare da lì, gli si deve portar via tutto quello che i nostri soldati e volontari gli hanno costruito! Non meritano niente! Di nuovo… perché fare l’elemosina ai fratelli invasori? …(specialmente un po’ islamici)
9. Un libro da consigliare alla "nostra" gioventù.
Ve ne consiglio più di uno già che ci sono. "Also sprach Zarathustra" di Nietzsche. All’ 80% (e forse un po’ di più) mi si addice, mi piace moltissimo, sono io così! "Gödel Escher Bach, un’ eterna ghirlanda brillante" di Hofstadter, è veramente geniale. E per finire… qualcosa di D’annunzio l’abruzzese ve lo consiglio proprio.
10. Scegli un verso di una tua canzone per inviare un messaggio ai giovani di destra.
Dove il coraggio cresce dentro, io sarò là" – My Lord.












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