Antica Tradizione – Intervista

Ho avuto la grossa possibilità di vedere dal vivo gli Antica Tradizione all’ interno di una splendida serata di musica alternativa in terra toscana, ottimamente organizzata dalla Comunità Militante fiorentina "La Fenice", sono riuscito ad intervistare questi nostri bardi, ecco i loro pensieri.

 

"I simboli che incarnano l’eternità del mito"

Antica Tradizione - Ad EleusiUn grosso benvenuto agli Antica Tradizione: noi di Cantiribelli siamo onoratissimi del vostra disponibilità. Partiamo.

Sin dal vostro inizio, vi siete distinti per un impronta progressive e folkeggiante."Guerriero sarai" ne è un esempio lampante. A quali artisti d’area vi ispirate?

Possiamo dire che i gruppi d’area a cui ci ispiriamo sono tanti, in particolare Contea, Compagnia dell’Anello e Janus, gruppi capostipite della musica alternativa; per quel che riguarda ispirazioni musicali che esulano dal nostro ambiente possiamo parlare di gruppi del rock progressive italiano, PFM, New Trolls…

 

Avete mai avuto la tentazione di passare alla ben più remunerativa musica "commerciale"?

Assolutamente no, per noi la musica è passione, è uno strumento per veicolare a chi ci sente i nostri valori.

 

Siete ritornati, dopo alcuni anni di silenzio, con un nuovo album dal titolo "Il Cavaliere, la morte e il diavolo". Ce lo descrivete?

E’ vero,siamo tornati….avevamo voglia di farlo già da un pò, ma il "viaggio" che avevamo intrapreso ci aveva portato lontano. Siamo partiti con poche cose, una chitarra, qualche libro e il nome di uomini e luoghi che incendiavano la nostra fantasia.

Così siamo partiti senza una meta precisa seguendo soltanto un itinerario ideale che era dentro di noi. Ci siamo spinti così avanti che abbiamo dilatato il tempo, e attraverso la breccia aperta….viaggiato. Le immagini sono diventate parole e le emozioni musica. La voglia di raccontare ciò che avevamo visto e vissuto…..canzoni.

 

Una curiosità. Sul vostro myspace, prima dell’uscita dell’album, avete pubblicato alcune tracce di presentazione tra cui "Alessandro" dedicata al leggendario eroe macedone. Tale canzone però non è presente nel "Il Cavaliere, la morte e il diavolo": come mai?

Alessandro non è stata inserita perché ancora è in fase embrionale per noi, dobbiamo perfezionarla: sarà la maturazione dettata dagli anni ma non ci piaceva ancora. Rassicuriamo tutti che nel prossimo nostro disco sarà inserita.

 

Con ben 139 voti, siete stati il secondo gruppo più votato nel sondaggio "Quale artista ti piacerebbe vedere dal vivo" del nostro sito www.cantiribelli.com . Un motivo in più per vedervi in giro per l’Italia! Dove vi esibirete prossimamente?

Sicuramente faremo qualche altra data in giro per questo autunno, quasi sicuramente faremo una data a Milano verso novembre.

 

A vostro modo di vedere, quale è il futuro della Musica Alternativa?

Se parliamo di musica alternativa intesa come quella di Compagnia dell’Anello o similari non esiste quasi più; oggi la musica dell’ ambiente ha preso molte derive, vari generi si sentono nei concerti e molto diversi tra loro.

Oggi comunque c’è una grossa pecca nella musica in generale, ormai non è più un momento di riflessione; per noi salire su un palco con un flauto e due chitarre e vedere la gente che, magari anche bevendo una birra, si mette davanti a noi e ascolta con attenzione, capisce e comprende in fondo i nostri testi, è qualcosa di bello: è il significato più bello e puro di musica.

 

Quali consigli vi sentite di dare ai giovani che vogliono iniziare a fare musica alternativa?

Il consiglio più grande che possiamo dare è quello di evitare di incentrare i testi sul discorso prettamente politico, ma di cercare di focalizzarsi sui valori, sulla mitologia e sulle tradizioni.

Noi siamo convinti che sia più utile, piuttosto che parlare di gruppi e movimenti politici, anche per evitare di finire in una retorica spicciola che lascia il tempo che trova. Per fare un esempio che esula dal discorso musicale, crediamo che servano di più film come “La compagnia dell’Anello” o “Brave Hearth” piuttosto che documentari sul ventennio per lanciare il messaggio valoriale alle nuove generazioni.

 

Un libro da consigliare alla "nostra" gioventù?

Oltre ai vari scrittori classici dell’ area come Evola,Guenon ecc… possiamo consigliare tutta la produzione di EdizioniAr, in particolare “Scusi: per andare da Dio?” di Michael Schmidt-Salomon. Come dice la quarta di copertina del libro: un racconto da leggere in letizia, questo. Destinato a piccoli e grandi, adolescenti e adulti e vecchi smagati. A chi, insomma, non sente il bisogno di credere: nel peccato, nella redenzione dalla schiavitù del peccato, nel pentimento del peccato, nella penitenza per il peccato… Nell’aldilà e in un dio creatore e onnipotente sopra tutto, "infinitamente buono"…

Apriamo un attimo una parentesi, vogliamo fare una domanda particolare ad uno dei componenti del gruppo, Marchino. Forse in molti non sanno che tu, oltre ad essere il chitarrista degli Antica Tradizione, sei il chitarrista dei Leggittima Offesa. Come riesci a coniugare due generi cosi diversi?

Molto semplice. Quello che riesco a coniugare nell’ascolto lo coniugo anche nel suonare. Colleziono di tutto, dalla classica all’heavy metal, dal rock progressivo al punk, dai cantautori al beat di Caterina Caselli e Rita Pavone…
Non mi faccio mancare nulla!!!
Il mio genere preferito non poteva che essere, alla fine, il rock progressivo: un grande contenitore a base rock, poliedrico, con mille influenze che creano i più vari sotto-generi.
Suonando devo dirti che mi diverto molto di più coi Legittima, musica come pura ricreazione, come puro svago, ma con gli Antica Tradizione emerge l’Impegno musicale e mille stimoli diversi, soprattutto ora che stiamo riaggregando diversi musicisti per "completare" il suono anche dal vivo.
Per ora, viaggio su questi due binari e… spero di non fare la fine del treno di Milano, che è deragliato dritto dritto in un giardino!!!

 

I vostri progetti futuri?

Stiamo lavorando al nuovo cd e sarà incentrato in larga parte sulla mitologia . Probabilmente inseriremo anche una canzone su Ernesto “Che “ Guevara , qualcosa di atipico nella musica alternativa, ma tutto sommato un mito non solo patrimonio della sinistra ( che spesso lo ha svalutato riducendolo spesso ad un logo pubblicitario ) ma anche da chi lo considera un uomo che ha abbandonato cariche e privilegi per andarsene a vivere tra i monti battendosi contro l’oppressione oligarchica e le ingiustizie. Inseriremo Alessandro, ci sarà una canzone sul mito di Argo ecc… .

Sarà un Cd  ancora più intenso e intriso di contenuti rispetto agli altri nostri lavori.

 

Siamo arrivati alla fine della nostra intervista. Grazie mille per la disponibilità. Salutateci con un vostro verso.

“ ……LA STORIA RICORDA SOLO IL CORAGGIO L’ONORE LE EPICHE GESTA IL RESTO NON CONTA…”

Intervista a cura di Boromir

Questo articolo è stato scritto da: Boromir

logo cantiribelli Collaboratore ormai a tempo pieno di Cantiribelli. Appassionato di Metapolitica e Tradizioni (in contatto anche con la Società Tolkeniana Italiana) ha partecipato a numerose manifestazioni sul territorio italiano. Insieme a Cristina Di Giorgi, uno dei nostri consiglieri più quotati. 

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