Amici del Vento – Tributo a Carlo – Recensione
Questa splendida raccolta nasce da un altro concerto-evento degli Amici del Vento: il 13 dicembre 2003, al teatro Carcano di Milano, la storica compagine ha ricordato Carlo Venturino fondatore e cuore pulsante del gruppo, tragicamente scomparso in un incidente stradale.
I nuovi Amici del Vento si presentano con Marco Venturino (autore delle ultime canzoni) alla voce e alla chitarra, il grande Fabio Constantinescu alla chitarra ritmica, Gianni Madonini alle tastiere, Cesare Grappelli alla chitarra solista, Luca Tonani al basso elettrico, Tony Rotta alla batteria/percussioni e infine Claudio Alghisi alla tromba.
L’album si apre con la sug gestiva "A Carlo", scritta dal fratello Marco Venturino e naturalmente dedicata al cantautore prematuramente scomparso; a seguire "Noi", conosciuta più come "Ragazzo biondo", con un ritmo frenetico e un po’ country (spettacolare l’assolo), scriita all’epoca per denunciare la situazione dell’Italia degl’anni di piombo con la gioventù missina, inebriata dall’idea di un’Europa diversa da quella attuale, ma costretta a dover lottare contro aborti, relativismo e "sessocrazia". La terza traccia è "Nel suo nome", con una tromba calorosa in sottofondo, ideata da Marco Venturino per ricordare la tragica fine di Mikis Mantakas, uno dei tanti "cuori neri" uccisi dal fanatismo politico degl’anni settanta.
Seguono l’amara "Vecchi amici", la mitica e militaresca "Ritorno" (dalla disfatta della Seconda Guerra Mondale): il sesto brano è invece "Anni Settanta", suonato in un modo veramente spettacolare con sfumature rockettare per esprimerne la forte carica espressiva.
Nel cd, tra le canzoni degli Amici del Vento, sbucano anche "Piccolo Attila" di Gabriele Marconi, dedicata a Nanni De Angelis sulle note di Foggy Dew, "Canti Assassini" dell’altro grande Massimo Morsello, e infine "Un uomo da perdere" di Fabrizio Marzi.
La raccolta comprende altri brani tratti dalla produzione artistica del gruppo milanese, tra cui "Progressista Rap", anch’essa leggermente rockettara, la didascalica "Identità", un vera e propria summa di consigli per i nostri giovani, ed "Essere Normale" con "le intrusioni" di Fabio Constantinescu.
L’album si conclude con l’ironica "Gatto Nero" che, molti non sanno, è stata scritta a 4 mani da Marco Venturino e dall’irriducibile Guido Giraudo, e naturalmente con "Amici del Vento", una delle canzoni più significative di tutta la musica alternativa.
Non si può non sottolineare la bravura di tutti i musicisti che hanno rimodernato tutte le canzoni, determinando uno spettacolo qualitativamente e musicalmente eccelso, apprezzabile soprattutto da chi è affascinato dalla Musica Alternativa tradizionale. Davvero un ottimo lavoro.
cantiribelli.com












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L’arrangiamento di “Ritorno” in questo concerto è epico
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