6 canzoni sulla tragedia delle Foibe
Domani, 10 Febbraio, anche Cantiribelli parteciperà alla Manifestazione Web promossa da Novopress, Noreporter, Casa Pound Italia e Radio Bandiera Nera. Oggi però vogliamo presentarvi alcune canzoni di Musica Alternativa che hanno ben descrivono la tragedia delle Foibe e dell’Esodo Italiano.
1. Compagnia dell’Anello – La foiba di San Giuliano
“La foiba di San Giuliano” della Compagnia dell’Anello, una dei primissimi brani della storica formazione, punta il dito contro le atrocità commesse dai titini e le memorie troppo corte di tanta gente:
“L’aria pura ti mordeva il viso, ma la corda ti tagliò il sorriso.
E poi cadi sempre più giù, e poi cadi sempre più giù.”
“E dopo tanti anni chi più ti ricorda, le tue ossa nude spolpate da una melma sorda.
Fratello non temere: noi siamo qui!
Siamo qui a lottare e non per dimenticare
i volti di donne massacrate, il filo spinato e la mitragliatrice.
Hanno spento un fiore ma subito un altro è sbocciato.
La gioventù europea il rosso brucerà la gioventù europea il rosso…”
2. Fabio Constantinescu - Ricordati anche di me
Anche Fabio Constantinescu, nel brano “Ricordati anche di me”, ha voluto scuotere la coscienza dell’ascoltatore sul massacro sistematico dei tanti italiani, con parole tanto semplici quanto commoventi:
“e ricordati anche di me
legato col ferro insieme ai miei cari
uno sparo al primo e poi gettati giù nelle foibe a morire
non sai, no tu non lo sai l’immenso orrore
vedere tuo madre, tuo figlio, piangere e urlare
e non sapere che fare”
3. Ultima Frontiera – Terra rossa
Nel panorma Rac-oi! sono state realizzate diverse canzoni sulle tragedie delle popolazioni istriane e dalmate. Impossibile non citare “Terra rossa” degli Ultima Frontiera:
“Terra rossa, sangue mio
Rosso il sangue dei miei padri
Massacrati ed infoibati
Sangue il pianto dei miei padri
Esiliati ed umiliati
Terra e sangue ho nel mio cuore
Terra rossa, dolce amore,
lacrime della mia gente
Terra rossa che non sente
Il dolore mai lontano
del popolo Istriano”
che si conclude con un perentorio grido al cielo
“Istria, Fiume e Dalmazia
Né Slovenia, né Croazia
Terra Dalmata e Giuliana
Terra mia, terra Italiana!”
4. Gesta Bellica – Foibe
“Foibe” dei Gesta Bellica non usa mezzi termini per raccontare l’odio scatenatosi contro decine di migliaia di Italiani:
“Uomini e donne venivan massacrati
Loro sola colpa italiani essere nati
Vecchi e bambini gettati negli abissi
Spinti giù nel vuoto dal gendarmi rossi!
Foibe nella roccia e di roccia era anche il cuore
Di un maresciallo boia, di tanta gente senza nome
Venivano sospinti con furore e odio
Vittime prescelte per un vero genocidio!”
5. Skoll – Nostro esodo | 6. Compagnia dell’Anello – Di là dall’acqua
Concludiamo con due canzoni emblematiche per le loro parole, le loro melodie, le struggenti emozioni che riescono a regalare. Stiamo parlando di “Nostro esodo” di Skoll e “Di là dall’acqua” della Compagnia dell’Anello:
| Skoll – Nostro esodo
Cinque di mattina, luna chiama sole Nostro esodo, sai la mia gente qua muore, muore! I miei occhi son quelli di mio padre Nostro esodo, sai la mia gente qua muore, muore! |
Compagnia dell’Anello – Di là dall’acqua
Nave che mi porti sulla rotta istriana,
nave quanti porti hai visto, nave italiana,
nave che attraversi il golfo di Venezia,
fragile vai avanti anche solo per inerzia.
Portami veloce sulla costa polesana,
corri più in fretta corri, una volpe verso la tana,
e tu signora bella non sarai più sola:
danzeremo insieme nell’arena di Pola.
Ascolta in silenzio la voce delle ondeti porterà sicura verità profonde
perché in Istria non ti sembri strano:
anche le pietre parlano italiano,
anche le pietre parlano italiano.
Siamo nel Quarnaro e sempre più vicini
solo ci circonda la danza dei delfini.
E poi Arbe e Veglia ci guardano passare,
anche dopo cinquant’anni non si può dimenticare.
Ascolta in silenzio la voce delle ondeti porterà sicura verità profonde
perché in Dalmazia non ti sembri strano:
anche le pietre parlano italiano,
anche le pietre parlano italiano.
Nave che mi porti sulla rotta di Junger,
nave quanta gente è scappata da Fiume
pensa agli stolti che in televisione
chiamano Dubrovnik Ragusa la bella.
Ascolta in silenzio la voce delle onde
ti porterà sicura verità profonde
perché in Italia non dimentichiamo
quanto ha sofferto il popolo istriano,
perché in Italia non dimentichiamo
quanto sta soffrendo il popolo istriano.
|
Questo è voluto essere un piccolo contributo al Ricordo che tutti noi dobbiamo manifestare e trasmettere anche laddove il massacro delle Foibe e dell’Esodo di migliaia di Italiani vengono minimizzati o addirittura negati; se conosci altri brani che hanno affrontato questo tragico tema, indicaceli nei commenti. Grazie.





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Segnalo anche la canzone “Bora” degli Ianva (album: Italia ultimo atto, 2009).
QUI il testo completo, così come compare nell’album:
Sento echi d’un festeggiamento
Li sta portando il vento,
Tra poco giungerà.
“Loro” stanno ballando il Kolo,*
Né stile, né decoro, ma gran vitalità.
La dottrina supporta il livore,
La maniera per ben iniziare
Pensan sia quella di cancellare
Le tracce di Storia passata di qua.
Certo che hanno un conto aperto,**
L’ideologia è uno scarto
Per chiuderlo però…
Io credo almeno in ciò che vedo
Porta una firma il modo
Di chi ridisegnò
Con lavoro tenace e paziente
L’aspra terra che è Soglia D’Oriente:
Resta sempre Latina la gente
Che il vento e la pietra del golfo domò.
Vennero dalle selve con passo da pastori,
Con piani quinquennali e nuovi tricolori,
Con una sola stella dove fu l’Orsa Fiumana:
Li avemmo dentro casa in una settimana.
Bora su Zara, Fiume e Pola
Aleggia una parola
Che ognuno tacerà:
Foiba, quella parola è Foiba
C’è chi la trova eroica
E che sa di libertà.
Cadi giù senza fare rumore,
Neanche male come sepolture:
Resti in grembo a Madre Natura
E pensa che in Patria c’è chi applaudirà…
Vennero dentro i borghi
Mettendo un nuovo vestito
Di dogmi altisonanti
Su un odio assai più antico.
E in ogni cuore esule risferzerà la bora,
Invecchiammo di cent’anni
E fu in un’ora sola.
Via Roma – Nikad Doma***
Via Roma – Nikad Doma
Via Roma – Nikad Doma…
NOTE:
* Danza popolare slava
**A onor del vero, va detto senza reticenze che la popolazione slavofona non ebbe vita facile durante il ventennio.
***Serbo-Croato, letteralmente: “Via Roma, mai più a casa!”. In Via Roma, a Fiume, era situata la sede della polizia politica titina. Da qui lo slogan che gli occupanti slavi urlavano in faccia ai nostri connazionali dalmati.
Segnalo anche “Ribelle per fede” dei Decima Balder
Brilla su Fiume la stella vermiglia, insegna straniera sul suolo d’Italia
Milizie titine presidiano il porto: «Fiumano, su, fuggi, o ti imbarchi o sei morto!»
L’odio covato da barbare gente or si scatena conto l’innocente
Su piazza arrossata dal sangue italiano, la slava bandiera è un orrore inumano!
Sopportasti per mesi in silenzio il dolore finché non udisti il richiamo d’onore
Quel giorno la rabbia ti spinse all’azione e l’amor ti donò la determinazione
Quel simbolo infame qui non resterà, tornerà il tricolore domani in città
E mentre in piazza calava la sera, dall’asta strappasti l’odiata bandiera!
Ribelle per fede, italiano nel cuore, il tuo sacrificio fu un atto d’amore!
Giuseppe, il tuo gesto non è stato vano, a noi hai insegnato cos’è un italiano!
Ribelle per fede, italiano nel cuore!
Il sole d’ottobre si alza sul molo, un raggio trafigge il tuo corpo là solo
Pallottole rosse ti han massacrato, la brezza ti bacia il volto sfigurato
All’onor della patria hai donato la vita e la tua giovinezza è per sempre svanita,
Ma il tuo spirito vive immortale per noi, ora è nei campi elisi insieme agli eroi!
Ribelle per fede, italiano nel cuore, il tuo sacrificio fu un atto d’amore!
Giuseppe, il tuo gesto non è stato vano, a noi hai insegnato cos’è un italiano!
Ribelle per fede, italiano nel cuore, il tuo sacrificio fu un atto d’amore!
Giuseppe, il tuo gesto non è stato vano, a noi hai insegnato cos’è un italiano!
Ribelle per fede, italiano nel cuore!
Grazie mille Andrea per il tuo contributo preciso ed accurato !
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salve sono stato per sei anni di fila in dalmazia e con la moto ho fatto tutta la”Croazia”,ma mi sentivo a casa mia come a Napoli,mannaggia poi ho scoperto la verità che nessuno dice e che cercano di voler cancellare.
io amo quelle terre e mi fa male sentire quella lingua assurda,voglio tornare voglio quel mare nostro!!!!!!
Come darti torto Predator…
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